luglio 21, 2012

Crisi genera crisi

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Alcuni opinionisti scrivono stamane di un’ondata speculativa che, sotto il profilo economico, si è inesorabilmente abbattuta su Spagna ed Italia. Le oscillazioni folli dello spread e le perdite consistenti degli istituti di credito (ieri Monte Paschi ha chiuso a -8,55%, seguito da Unicredit a -7,24%) sembrano avallare questa valutazione. Altri analisti economici, tuttavia, hanno specificato che la stessa struttura debitoria dei due paesi ha esposto ed espone le rispettive economie nazionali a fluttuazioni negative talmente imponenti. In mezzo a queste scuole di pensiero vi è il partito montiano, che garantisce circa la salute dei nostri conti pubblici all’interno di un processo più ampio e austero di recupero della credibilità, indicando per Roma gli unici rischi concreti nella politica lasciva e nel “contagio”. Il premier ha qualificato quest’ultimo come una forma di “disagio che attraverso i mercati colpisce, con una maggiore incertezza ed una minore fiducia sull’irreversibilità dell’euro, i paesi che sono sullo stesso carro e che per ragioni storiche e strutturali non sono seduti sulla panca centrale solida”. Una metafora abbastanza incisiva, non tale da raffigurare pienamente il profilo della crisi.

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maggio 30, 2010

Giramondo/5

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Questa settimana ci soffermiamo sulla Spagna, passata rapidamente da meteora in ascesa del sistema economico a fanalino di coda a rischio recessione.

- Zapatero Taglia. Il primo ministro spagnolo abbraccia a malincuore l’austerità fiscale, The Economist.

- Rajoy si appella allo spirito del ’96 per riprendere il “miracolo spagnolo”, La Vanguardia.

- Spagna, il paese immobile, Frankfurter Allgemeine Zeitung.

ottobre 20, 2009

Un milione contro Zap

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Mentre nel nostro paese l’attuale leader dell’opposizione, Dario Franceschini, sfoggiava calzini turchesi, ergendo un indumento di dubbio gusto a simbolo politico pur di racimolare consenso in vista delle primarie interne, oltre il confine iberico il collega del Partito Popolare, Mariano Rajoy – proveniente dalla medesima tradizione culturale – presentava ai media un emendamento da apporre alla riforma della legge sull’aborto, attualmente in discussione in Parlamento. Il progetto dell’Esecutivo socialista, è bene ricordarlo, concede oggi la possibilità di interrompere la gravidanza alle donne che lo richiedono, anche senza parere medico e fino alla quattordicesima settimana; inoltre il medesimo disegno normativo estende alle adolescenti di sedici anni la possibilità di abortire senza l’autorizzazione dei genitori, mossa controversa che ha destato parecchie perplessità perfino tra i promotori dell’iniziativa. Eppure, in Spagna, non ci sono stati richiami al regime, né inutili appelli alla coscienza civile per un’emergenza democratica. Non ci sono state nemmeno le tradizionali raccolte-firme, operazione preliminare in Italia per dar senso ad una conta che pesi la protesta.

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