Alcuni opinionisti scrivono stamane di un’ondata speculativa che, sotto il profilo economico, si è inesorabilmente abbattuta su Spagna ed Italia. Le oscillazioni folli dello spread e le perdite consistenti degli istituti di credito (ieri Monte Paschi ha chiuso a -8,55%, seguito da Unicredit a -7,24%) sembrano avallare questa valutazione. Altri analisti economici, tuttavia, hanno specificato che la stessa struttura debitoria dei due paesi ha esposto ed espone le rispettive economie nazionali a fluttuazioni negative talmente imponenti. In mezzo a queste scuole di pensiero vi è il partito montiano, che garantisce circa la salute dei nostri conti pubblici all’interno di un processo più ampio e austero di recupero della credibilità, indicando per Roma gli unici rischi concreti nella politica lasciva e nel “contagio”. Il premier ha qualificato quest’ultimo come una forma di “disagio che attraverso i mercati colpisce, con una maggiore incertezza ed una minore fiducia sull’irreversibilità dell’euro, i paesi che sono sullo stesso carro e che per ragioni storiche e strutturali non sono seduti sulla panca centrale solida”. Una metafora abbastanza incisiva, non tale da raffigurare pienamente il profilo della crisi.



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