settembre 3, 2012

Usa-Iran, Obama aumenta la tensione?

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Per
evitare un’offensiva da parte d’Israele, Barack Obama starebbe progettando un’escalation
di minacce nei confronti del regime di Teheran. A darne notizia è il New York Times di stamane, attraverso le
firme di  David E. Sanger ed Eric Schmitt,
i quali evidenziano, in un’ampia riflessione in prima pagina, come la Casa
Bianca ritenga la pressione militare quale via obbligata nell’approccio al
regime degli ayatollah.

Per
gli Stati Uniti è mutata notevolmente la road
map
mediorientale rispetto a quattro anni fa: con la convention democratica
alle porte, il Presidente non intende scoprire il fianco alle facili accuse dei
falchi dell’opinione pubblica conservatrice, a chi – negli anni – ha
manifestato più volte, e con sarcasmo, scetticismo e perplessità nei confronti
delle continue correzioni apportate dallo Studio Ovale in tema di politica
estera. Proprio per questo, lungi dal tenere il pugno di ferro di bushiana
memoria, gli uomini dell’establishment democratico intendono comunque mostrare il
volto risoluto dell’amministrazione.

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gennaio 10, 2012

I tagli alla difesa non convincono la stampa americana

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La nuova strategia adottata a Washington per la riduzione della spesa, con un contenimento dei fondi destinati alla Difesa, non fa impazzire alcune penne prestigiose della stampa americana. Dall’Heritage Foundation, Mackenzie Eaglen manifesta le proprie perplessità sulla cifra di fondo dell’operazione, sul carattere e sull’impostazione delle priorità avanzate dalla Casa Bianca.

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agosto 15, 2010

Forze del disordine

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In Russia hanno qualche piccolo problema con la polizia.

«Chichvarkin ha aderito alla Generazione Russa in esilio, una marea di uomini d’affari, avvocati, commercialisti e banchieri che hanno abbandonato il loro paese dopo essere stati derubati e minacciati da funzionari russi corrotti. Transparency International, un’ONG, stima che un terzo delle imprese russe sono state oggetto di tentato raid aziendale da parte della polizia. Un numero verde anti-raider istituito dal Comune di Mosca ha registrato un incremento esponenziale di 10 volte nelle denunce, da 200 a oltre 2.000, nel corso dell’ultimo anno».

novembre 7, 2009

Una figuraccia internazionale

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Una terribile figuraccia sotto il profilo internazionale, che inficia l’immagine dell’Italia come partner responsabile per ciò che concerne la sicurezza globale. Questo è il dato politico che emerge dalla sentenza sul sequestro di Abu Omar. Il giudice milanese Oscar Magi, al termine dei lavori, ha disposto il non luogo a procedere, per effetto del segreto di Stato invocato dal governo Prodi, nei confronti dei funzionari del Sismi Niccolò Pollari e Marco Mancini, con buona pace di Repubblica e Unità, sponsor occulti di questa guerra insensata. Al tempo stesso è stata definita la condanna a otto anni di reclusione per l’ex capo della stazione della Cia a Milano, Robert Seldon Lady, e per altri 22 agenti dei servizi segreti statunitensi. In altri termini, fuori dalla logica penale, è stata compiuta una colossale operazione di autolesionismo su scala mondiale, attuata in pompa magna dalla stampa e da un tribunale della Repubblica Italiana.

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maggio 14, 2009

L’immigrazione vista dallo Stretto

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C’è un’Italia che non ha il privilegio di essere fotografata dal mondo in chiaroscuro dei giornali, dai mass-media, dall’informazione corretta sempre più adoperata come arma di distrazione di massa. C’è un’Italia che non fa notizia, che non appare sulle copertine patinate dei rotocalchi, che legge distrattamente le ultime agenzie, prevalentemente sportive, e mira parimenti a sbarcare il lunario, giorno dopo giorno. C’è un’Italia che non pensa a Veronica Lario e alle veline in politica, ma al problema della precarietà esistenziale, vista come forma di crisi dell’anima in un mondo privo di certezze. C’è un’Italia ignorata, trascurata e maltrattata da una classe dirigente locale, rea di aver tramutato il corretto esercizio democratico nella distorsione partitocratica che pone il cittadino alle dipendenze del movimento e del potentato di turno, non viceversa. C’è un’Italia che non ha rappresentanza parlamentare ed ha abdicato ai suoi diritti elettorali non riconoscendosi nella dicotomia politica destra/sinistra, ma distinguendo nella routine quotidiana solo ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, secondo insindacabili criteri soggettivi.

E’ strano osservare come in un pomeriggio di Maggio questa Italia viene fuori, repentinamente, perfino in un piccolo centro cittadino quale indubbiamente è quello messinese. In riva allo Stretto manca la forma mentis della grande metropoli, con buona pace di quanti sognano ponti e infrastrutture che diano una dimensione europea o anche solo nazionale all’isola. No, la Sicilia è diversa, nell’aria si respirano odori e sfilano costumi specifici di questa terra. Se si presta attenzione si possono scrutare perfino dei modi di vivere che progressivamente sentiamo meno nostri nel caos ritmico e incalzante della globalizzazione. Seduto al tavolo di un bar ordino il classico caffè macchiato con panna, frutto di un retaggio generazionale di cui mi sento umile erede. La signorina con un’ordinata chioma bionda, di bell’aspetto e sempre sorridente, meccanicamente lo accompagna con un bicchiere d’acqua in ossequio ad un’antica tradizione peloritana: è come se la bevanda in sé non dissetasse o come se il consumare quella piccola tazzina fosse un vezzo, un modo di atteggiarsi, semplicemente un tributo aromatico al palato. Tutto, meno che un semplice caffè.

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