marzo 22, 2012

Ma che freddo fa

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Chiunque abbia letto e apprezzato un libro di Pamuk può facilmente richiamare alla memoria letteraria l’immagine del Bosforo imbiancato: una coltre di neve soffice, pulita, pungente, destinata a coprire il territorio turco, ad isolarlo in un glaciale abbraccio; un lenzuolo vellutato per uno scenario malinconico, uno specchio accecante destinato a riflettere al tempo stesso storie e anime di un popolo. Ma per volgere lo sguardo alle miserie della politica internazionale contemporanea, abbandonando questo quadro deamicisiano, possiamo intravedere dietro la lucida prosa di un grande letterato istanze meno nobili. Ed il freddo induce a riflettere su un problema nitidamente definito: il fabbisogno energetico.

Ankara importa attualmente il 58% delle forniture di gas direttamente da Mosca, il convitato di pietra del vicino oriente, mai del tutto amato, fin dai tempi della Sublime Porta. Un’interessante analisi condotta, come spesso accade, dal gruppo Stratfor, mostra la significativa evoluzione dei piani di espansione economica elaborati dal Cremlino. Le direttive imposte da Putin ambiscono a varare una linea di condotta duplice: il paese deve tornare ai fasti della Grande Russia ed in tal senso il controllo dei gasdotti può avvenire o tramite la stipulazione di contratti ventennali a tassi agevolati coi paesi che soffrono particolarmente l’emergenza (procurando di fatto una dipendenza economica dalla ex superpotenza), o tramite l’acquisto di impianti di stoccaggio delle riserve di gas naturale dislocate direttamente in loco. Un abbraccio, quello tra Erdogan e Putin, che potrebbe compromettere ancora di più l’interesse strategico europeo nella regione di riferimento.

novembre 28, 2011

Se proprio ci tenete…

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Accetto la proposta con gratitudine“. Così Putin ha sciolto le riserve, annunciando di aver accettato la candidatura per il Cremlino proposta dal partito. Il governo russo ha le porte girevoli: Dmitry Medvedev dovrebbe diventare il nuovo primo ministro, con una semplice inversione dei ruoli. Situazioni imbarazzanti, che in un paese occidentale non potrebbero mai, dico mai, realizzarsi. Specie nella corsa al Campidoglio.

gennaio 24, 2011

Gli errori del Cremlino

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L’analisi elaborata da Owen Matthews è inappuntabile: l’attentato all’aeroporto di Domodedovo è il risultato della politica putiniana. Il capo del governo russo ha costruito uno Stato di polizia autoritario, perfettamente congegnato per la piena repressione del dissenso, ma non è stato capace al tempo stesso di garantire la sicurezza interna. Il processo assume così l’aspetto di una spirale, che si alimenta della costante violenza.

«Putin built his tough-guy image on such swaggering promises as “rubbing out the terrorists in the shithouse.” Polls regularly show that Putin is more trusted on security issues than his baby-faced, handpicked successor Dmitry Medvedev. Though the failure to bring lasting peace to the Caucasus is Putin’s, it’s likely the more liberal Medvedev whose ratings will suffer from continued terror. “If Russia is hit with another wave of terror attacks or armed conflict, people will look to Putin,” says Alexei Grazhdankin of the Moscow-based Levada Center. “He is seen as a strong defender of the Russian state”.»

gennaio 5, 2011

Baghdad ottomana

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Anthony Shadid analizza la politica di Davutoglu nei confronti del vicino Iraq: la diversa accoglienza dei civili, il legame coi sadristi, il fattore etnico e quello religioso, gli investimenti economici ed il Progetto Nabucco. Un’analisi minuziosa a trecentosessanta gradi.

«“This is the trick — we are very much welcome here,” said Ali Riza Ozcoskun, who heads Turkey’s consulate in Basra, one of four diplomatic posts it has in Iraq. […]Most of Mr. Sadr’s bloc of lawmakers traveled to the Turkish capital, Ankara, for training in parliamentary protocol. In October, Turks were the only diplomats to attend a commemoration the Sadrists held at Baghdad University. “It is not a group to be excluded,” one of them said. […] The Turks have signed on to the ambitious $11 billion Nabucco gas pipeline project, which may bypass Russia and bring Iraqi gas to Europe. Turkish companies have two stakes in oil contracts, and two more in gas projects, potentially worth billions of dollars. In a land of oil, no place has more than Basra. Turkish ships offshore provide 250 megawatts of electricity a day. Turkish companies have refurbished the Sheraton Hotel in Basra and are helping to build a 65,000-seat stadium. The Turkish national air carrier is planning four flights a week from Istanbul to Basra; only one is offered now, by Iraqi Airways. Vortex, Crazy Dance and other amusement rides in Basraland are Turkish. So are the sweets sold there».