La Primavera Araba avrà senso soltanto se riuscirà a produrre una secolarizzazione del diritto e dei costumi, se porrà al centro della scena politica l’individuo come cittadino, come membro attivo della polis nella vita comunitaria. L’aspetto finora più incoraggiante dei tumulti scoppiati nei paesi mussulmani lo ha evidenziato sulle colonne del Daily Star Rami G. Khouri:
«La frammentazione, la polarizzazione, o addirittura il crollo violento di alcuni Stati arabi – Somalia, Yemen, Libano, Bahrein, Libia, Siria, Palestina, Algeria e in Iraq fino ad oggi, con le altre nazioni pronte in fila a seguire l’esempio – è la naturale conseguenza dell’instabilità di alcuni sistemi politici che non sono riusciti a fornire ai propri cittadini i diritti che essi si aspettavano. La riabilitazione e la ricostruzione degli Stati arabi, nonché la capacità di risposta da parte dei sistemi di governance, richiede oggi (…) la “costituzionalizzazione della tutela dei diritti della cittadinanza”, come ha scritto uno studioso marocchino».


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