ottobre 12, 2012

In principio fu la Puglia

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In principio fu la Puglia. Poi
venne lambita la Sicilia. Quindi la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia Romagna,
il Lazio, le Marche e, da ultima, la Calabria, ove è stato celebrato il
capolavoro assoluto nella distinzione fra infiltrazioni mafiose e contiguità,
sottigliezze talmente machiavelliche da far rimpiangere il linguaggio, colorito
e d’immediata comprensione, circa l’ineluttabile avvicinamento delle
convergenze parallele. Bene, con ragionevole certezza possiamo dire che
l’elenco è ancora parziale ed in corso di definizione: è evidente ormai come,
nei vari Consigli regionali sparsi per lo stivale, vi sia una più assidua
presenza della Guardia di Finanza rispetto a quella dovuta dagli onorevoli
legittimamente eletti. E non esistono discriminanti di sorta: destra, sinistra
e centro, garantisti e giustizialisti dell’Italia dei PlusValori, tutti a turno
si trovano invischiati in qualche magagna, in qualche affaruccio discutibile,
in qualche festino coi maiali sotto il cielo aperto della capitale. Le persone
per bene, che ancora s’impegnano in politica (sì, esistono!), vivono all’ombra
di una meritocrazia sempre promossa retoricamente, ma puntualmente disattesa ed
assassinata nel sonno al momento della compilazione delle liste.

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ottobre 2, 2012

Tutto, pur di perdere

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MatteorenziL’unica
questione che doveva essere posta all’ordine del giorno sulle modalità di
svolgimento delle elezioni primarie, l’establishment del Partito Democratico l’ha
ignorata. Di proposito, aggiungerei. E il perché è presto detto: lungi dall’essere
una consultazione popolare, con regole valide erga omnes, la selezione del candidato leader del centro-sinistra
che verrà somiglia piuttosto a quella di un reality: l’ennesima bufala, la
solita farsa eterodiretta all’italiana. Uno specchietto per le allodole
contraddistinto da un insieme generale di norme caratterizzate dalla
connotazione contra personam. La
figura da osteggiare, il nemico pubblico numero uno, manco a dirlo, è il dittatore
di Firenze: il rottamatore che, sulla base di dieci anni di servizio, ambisce improvvisamente
a diventare l’outsider, ad essere la spia di un disagio e la spina nel fianco
dello storico, grigio ed ortodosso gruppo dirigente. Un gruppo dirigente paragonabile
ad un mezzo collaudato nei minimi dettagli, capace di relegare sistematicamente
la sinistra all’opposizione per la gioia dei berlusconiani d’ogni età,
costringendo il fronte progressista a rimanere in uno stato para-vegetativo
permanente. E così Renzi diventa il candidato di Gori, il pupo di pezza stupido
che viene agitato e strumentalmente usato dagli esperti di comunicazione per
consentire ad improbabili lobbisti di detenere una quota significativa del
pacchetto azionario del Pd. Già, quello stesso Pd, vergine e puro, che al
momento della fondazione riservò simbolicamente la prima tessera a Carlo De
Benedetti, noto esponente del sottoproletariato romagnolo. D’Alema, Bindi,
Finocchiaro e compagni si trovano così spiazzati da una contestazione che non
sanno gestire: un fenomeno politico distante anni luce dal centralismo
democratico, capace di rendere il “nuovismo” un approccio metodologico, pone
sullo sfondo il tema della ricerca delle responsabilità da parte di un’intera
classe politica, la Sempiterna, pronta
a reclamare l’ennesima opportunità di gestire la cosa pubblica a fronte di
quarant’anni di poco onorato servizio.

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settembre 21, 2012

Nichi appapà

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NichiappapaNoto che la redazione di Pubblico,
cui va un sincero in bocca al lupo per il battesimo editoriale, si è
immediatamente impegnata in una battaglia civile, laica e discutibile, ma di
sicuro effetto: quella sui matrimoni omosessuali e le correlate adozioni. In
questo senso si è espresso innanzitutto Nichi Vendola, che ha annunciato ai
quattro venti il suo privatissimo e confuso desiderio di paternità. Confuso,
badate, non già in ragione dei gusti e delle preferenze soggettive, per carità,
quanto per ciò che esso implica, per quella – cito testualmente – “cessione di sovranità dagli adulti ai
bambini, che avviene quando il rapporto è corretto, quando il genitore non
adultera il bambino ma sa ascoltarlo
”. Sublime capolavoro di retorica tediosa
ed impegnata: neanche Checco Zalone avrebbe saputo partorire una battuta
simile. Nel merito potremmo naturalmente citare le posizioni più
disparate: potremmo volgere lo sguardo a Pasolini, alla modernizzazione dei
costumi che gli omosessuali avrebbero dovuto perorare per modificare le
strutture sociali della plumbea realtà borghese, in un’ottica di progressismo e
non di tacita accettazione dei privilegi acquisti; potremmo alternativamente sottolineare
come il riconoscimento dei diritti civili dovrebbe far premio su tutto, specie in
una nazione che ancora fatica nel riconoscere legittimità formale alla mera e
semplice convivenza; potremmo, cioè, articolare molteplici obiezioni ad una
linea forse un po’ pressapochista e decisamente ardita, buona per guadagnare
qualche titolo sul giornale, ma non so quanto spendibile politicamente.

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settembre 9, 2012

La fiction infinita

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Il
nostro sistema politico vive di analogie, di corsi e ricorsi storici, di
situazioni parossistiche che presentano caratteri comuni. L’unico dato di fondo,
ragionevolmente certo, è la totale incapacità della classe dirigente di
centro-sinistra di far tesoro della lezione precedente. Non sono ingeneroso né volutamente
polemico. Narriamo i fatti col gusto della genericità, presentando cioè
soltanto i caratteri essenziali della situazione, lasciando al lettore il
giudizio sugli eventi e le consequenziali ricostruzioni.

Dunque:
un sistema politico si avvia al lento ma inesorabile declino. I partiti
tradizionali hanno dimostrato una congenita incapacità nella gestione delle
diverse crisi, siano esse di natura strutturale o di mera congiuntura, abbiano
esse una natura istituzionale o un’origine prettamente economica. A ciò va
aggiunto un dato ripugnante: la corruzione ha superato i confini dell’imponderabile,
conducendo non tanto al dissesto morale, quanto al degrado della sfera
pubblica. Il Parlamento  è parso compromesso
nella sua credibilità, a causa di magagne giudiziarie di poco onorevoli
esponenti. Images Tanto è stato l’imbarazzo, che il Quirinale, per fronteggiare le
difficoltà, ha dovuto far riferimento ad un governo tecnico, ad un corpo amorfe
del sistema, presieduto da una figura di alto profilo stimata unanimemente in
sede internazionale. Questi ha accettato l’onere e l’onore di governare “l’azienda-Italia” al fine di consentire al paese il pieno adempimento agli impegni presi dai
precedenti Esecutivi sul fronte comunitario. Con una promessa: rinnovare una
legge elettorale farraginosa e consentire il pieno dispiegamento di una fase
due, riponendo la politica al centro delle sue responsabilità. Mentre la classe
dirigente progressista ha iniziato ad elaborare programmi di governo a
geometrie variabili, sfruttando cioè le possibili alleanze con soggetti a
destra ed a sinistra del suo schieramento, si è diffusa mediaticamente la
futura lista degli eletti, la spartizione degli incarichi istituzionali, quasi
la prassi democratica fosse una formalità scomoda e fastidiosa.

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settembre 6, 2012

Il papa straniero

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Ministri_corrado_passeraIl
gusto dell’esotismo la sinistra italiana l’ha sempre avuto nel proprio codice
genetico, una strana forma di esterofilia stagionale, utile nei momenti di
crisi per plasmare l’anima del Partito Democratico secondo le mode del momento,
valutate le convenienze del caso: Bill Clinton, Tony Blair, Gerhard Schröder, José
Luis Rodríguez Zapatero, Barack Obama sono diventati a turno statue di olimpica
memoria, figure mitologiche che meritano un posto nel pantheon del riformismo
nazionale, quasi avessero materialmente inciso sulla crescita economica,
politica o spirituale di questo sciagurato paese. Un atteggiamento forse
provinciale, ma certamente utile, specie se il fine è deviare l’attenzione
dalle grandi rotture consumatesi nel frattempo all’interno dello Stivale. Volgendo
lo sguardo a Roma, infatti, il discorso è tuttora complesso: la sfida fra il socialismo
craxiano della Milano bene e l’ortodossia mite di berlingueriana memoria non è
ancora divenuta un tema per gli storici, tanto scottante è l’argomento e tanta
grossa è l’eredità. E poiché le fratture si consumano nelle correnti del fu
Partito Comunista alla luce del sole, vige spesso e volentieri la voglia, il
desiderio inespresso di essere dominati da un Papa straniero. Vedi alla voce:
complesso d’inferiorità.

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