Le parole pronunciate dal Papa domenica scorsa hanno inciso poco nel dibattito pubblico della grande stampa. Eppure le frasi di Benedetto XVI, inquadrate nel contesto politico odierno, hanno una rilevanza non marginale. Procediamo con ordine. Durante la messa celebrata al Santuario di Nostra Signora di Bonaria, Ratzinger ha espressamente invitato i cattolici ad evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia e della politica, con l’intento di creare «una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile». Se non è un’esplicita scomunica, poco ci manca. Come ha giustamente notato sul Foglio di ieri Maurizio Crippa:
«Se il Papa auspica “una nuova generazione” di politici, significa che una attuale non c’è. O se c’è, non è soddisfacente. E il giudizio, non essendo ulteriormente sfaccettato, va assunto in blocco: non c’è n’è di soddisfacenti né a destra né a sinistra».
E’ un sillogismo che molti uomini di Chiesa smentiranno in toto, evidenziando come non si possa confondere un invito all’impegno con una politologica generalizzazione. L’approccio ai grandi temi da parte della Chiesa cattolica è mutato negli anni. Se, infatti, guardiamo la storia europea del ventesimo secolo, noteremo per molti aspetti quanto essa sia stata caratterizzata dall’incontro di uomini e donne d’ispirazione cristiana, che hanno ricostruito interi sistemi, azionato i meccanismi della crescita economica e collocato le diverse nazioni – Italia e Germania in primis – nell’orbita democratica, occidentale e liberale. Il peso del Vaticano, negli anni Sessanta, appariva evidente ed in certa misura giustificato: si pensi allo splendido conflitto guareschiano fra Giuseppe Bottazzi e Don Camillo. Il crollo del muro di Berlino nel 1989 portò ad una crisi delle ortodossie che investì inevitabilmente le strutture partitiche d’origine cattolica, prive ormai della missione salvifica nei confronti del nemico bolscevico. Il venir meno dell’assunto di base, l’idea di votare il centro in spregio agli opposti estremismi, nel Bel Paese si coniugò col malcostume tangentizio derivante da Mani Pulite e portò sul banco degli imputati l’intero establishment democristiano. L’idea del partito unitario venne progressivamente abbandonata dalla Chiesa, ma il dubbio amletico circa la reale esigenza di un ritorno alle radici ideali, alla ricostruzione di una corrente filo ecclesiale, è sempre serpeggiato nella coscienza civile di tanti illustri porporati. Perfino nell’immaginario collettivo, perennemente indulgente verso i tempi lontani e così incline al cinismo nell’approccio al presente, il revival della balena bianca è stato visto con tacito consenso. Non ci riferiamo, naturalmente, alla nascita di movimenti popolari, come l’Udc o la defunta Margherita, quanto piuttosto alla riabilitazione di alcuni uomini di potere, nominati senatori a vita senza alcun merito particolare nella storia patria, se si eccettua una spregiudicata presenza nella stanza dei bottoni. Oggi le perplessità sono nuovamente emerse sotto mentite spoglie. Probabilmente Benedetto XVI non intende patrocinare un soggetto che porti le insegne della Santa Sede in Parlamento: sarebbe suggestivo e controproducente in una società smaliziata dove l’anticlericalismo serpeggia a piè sospinto. Ma la deriva laica imminente non viene sottovalutata: per la prima volta nella storia della repubblica italiana, al governo non vi sono ministri di chiara ispirazione cattolica; per la prima volta in Parlamento la maggioranza non conta, tra le proprie fila, rappresentanti ufficiali delle culture tradizionali che avevano fatto il bello e il cattivo tempo durante la prima repubblica, nelle fila dell’opposizione o nei banchi di governo; per la prima volta, in altri termini, il paese si trova catapultato in una nuova dimensione temporale. La Chiesa deve riuscire a filtrare il proprio messaggio evangelico e per questo propone alle persone di buona volontà di collaborare e di impegnarsi nel sociale. Chiedere chi coprirà questo spazio non è roba da poco conto.
Follow me on Social Media