Una terribile figuraccia sotto il profilo internazionale, che inficia l’immagine dell’Italia come partner responsabile per ciò che concerne la sicurezza globale. Questo è il dato politico che emerge dalla sentenza sul sequestro di Abu Omar. Il giudice milanese Oscar Magi, al termine dei lavori, ha disposto il non luogo a procedere, per effetto del segreto di Stato invocato dal governo Prodi, nei confronti dei funzionari del Sismi Niccolò Pollari e Marco Mancini, con buona pace di Repubblica e Unità, sponsor occulti di questa guerra insensata. Al tempo stesso è stata definita la condanna a otto anni di reclusione per l’ex capo della stazione della Cia a Milano, Robert Seldon Lady, e per altri 22 agenti dei servizi segreti statunitensi. In altri termini, fuori dalla logica penale, è stata compiuta una colossale operazione di autolesionismo su scala mondiale, attuata in pompa magna dalla stampa e da un tribunale della Repubblica Italiana.
(continua…)
231 views
Tra le mille reazioni politiche susseguitesi in merito alla bocciatura del lodo Alfano da parte della Consulta, la posizione più originale è stata espressa da Pierferdinando Casini, il quale, invitando i colleghi alla calma e alla moderazione, ha spiegato come il parere sull’illegittimità dell’atto non implichi di per sé una sorta di giudizio universale sul destino dell’Esecutivo, allontanando implicitamente la prospettiva delle elezioni anticipate. Giusto. O forse no. Al di là delle ammirevoli intenzioni, il leader dell’Udc non può ignorare il dato politico emerso ieri, ossia la consacrazione mediatica di un conflitto istituzionale creato dal presidente del Consiglio nei confronti dell’inquilino del Quirinale. Intercettato dalla stampa (per carità, non nel senso giudiziario del termine), il premier ha espresso la sua ira per l’esito del verdetto:
«Abbiamo una minoranza di magistrati rossi che è organizzatissima e che usa la giustizia a fini di lotta politica. Il 72% della stampa è di sinistra, gli spettacoli di approfondimento della tv pubblica pagata con i soldi di tutti sono di sinistra, ci prendono in giro anche con gli spettacoli comici. Il capo dello Stato sapete voi da che parte sta».
Se lo spartito è il solito, se il copione è un po’ stucchevole epperò degno della narrativa contemporanea, l’attacco al Quirinale è senza precedenti. Sia chiaro, non evidenzio il dato con faziosità tentando di dividere ulteriormente la nazione tra guelfi e ghibellini, la destra tra finiani e berlusconiani, parlo da un punto di vista prettamente storico. Dopo la discutibile presidenza di Oscar Luigi Scalfaro, mai un rappresentante politico nel pieno delle funzioni istituzionali aveva calato la scure contro il Colle durante la Seconda Repubblica. Lo hanno fatto i deputati di Di Pietro dai banchi dell’opposizione e financo alcuni esponenti leghisti nelle vesti di europarlamentari, ma mai un ministro (o il capo di un Gabinetto) aveva fatto ricorso a questa esasperata retorica.
(continua…)
192 views
Cosa lega il caso Villari all’odierna questione morale esplosa nel Partito Democratico? Apparentemente nulla, ma in realtà esiste un filo conduttore che congiunge inevitabilmente le due vicende, una sottile linea rossa che impone una riflessione interna al movimento veltroniano. Facciamo un rapido excursus.
E’ il 13 novembre quando Riccardo Villari, napoletano, cinquantaduenne medico e docente universitario, senatore sconosciuto del Pd, viene nominato alla presidenza della Commissione Vigilanza Rai. L’elezione è un autentico coupe de theatre: dei ventitre voti necessari per la nomina, ventuno provengono dalle fila della maggioranza, in spregio alle tradizionali regole del gioco inerenti la televisione pubblica. Apriti cielo: Veltroni frena e invoca un immediato chiarimento col senatore, Di Pietro prima accusa il Pd di aver rotto l’alleanza (sì, lo stesso segretario dell’Italia dei Valori che – una volta giunto in Parlamento – ha salutato altezzosamente i buoni propositi rispondendo picche alla costituzione del gruppo unico) e poi accusa il Cavaliere di corruzione politica. Il Pdl, frattanto, gongola. Le dimissioni, date pressoché per certe dai bookmakers in Transatlantico, non arrivano e, consequenzialmente, Villari si espone, specificando che non ha alcuna intenzione di lasciare l’incarico e che anzi si è già mosso per studiare i primi progetti concreti da sottoporre all’azienda. Una batosta politica che l’establishment di sinistra non può accettare: mentre la stampa amica lo dipinge come uno sporco affarista, il partito dà l’ultimatum, o per amore della causa fa un passo indietro o partirà il procedimento di espulsione. Il senatore reagisce in maniera ispida, spiegando che non capisce le motivazioni di un simile provvedimento. A cosa sono dovute? All’accettazione di un incarico istituzionale? In un sistema già privo di preferenza, è ammissibile che i deputati nominati debbano accettare passivamente i diktat della nomenclatura? Il resto è storia: Villari viene espulso e aderisce al gruppo misto, pur mantenendo la carica elettiva.
(continua…)
326 views
Lo so, quando si parla di eutanasia occorrerebbe la massima diplomazia possibile, l’uso del galateo politico e del bon ton necessari per il rispetto delle decisioni e delle sofferenze dei terzi. Ma io non ce la faccio, mi spiace, non riesco a essere felpato in un contesto così deprimente, di fronte all’annientamento del potere legislativo per sentenza. Quanti, tra i lettori, sono intolleranti alle obiezioni di merito possono benissimo fermarsi qui ed interrompere il prosieguo della lettura. Non gliene farò una colpa.
La decisione presa dalle sezioni unite della Cassazione è stata letteralmente un pugno nello stomaco alla coscienza civile di questo paese, al sistema dei pesi e contrappesi instaurato con l’avvento della Costituzione del ‘48, la dimostrazione assai evidente dell’espropriazione del potere legislativo da parte della magistratura.
Nel nostro ordinamento costituisce reato la condotta di chi determina ad altri il suicidio o la condotta di chi cagiona la morte di un terzo, seppure con il di lui consenso. L’ipotesi dell’eutanasia risulta vietata. E’ concesso, per inverso, che i fattori causali presenti nell’organismo sviluppino i loro effetti. In altri termini: se il paziente in prima persona, dotato di capacità legale e naturale di agire, rifiuta consapevolmente interventi terapeutici che ne ritarderebbero la morte, l’omessa azione curativa è legittima.
(continua…)
354 views
Se si eccettuano alcuni toni volutamente apocalittici, il punto politico illustrato da D’Avanzo oggi su Repubblica mi sembra ampiamente condivisibile. Gaetano Pecorella non ha il curriculum necessario per sedere alla Consulta. Sarà una persona eccellente, un esperto di diritto di fama nazionale e un principe del foro, ma il fatto di aver difeso (tra l’altro egregiamente) in tribunale l’imputato Berlusconi lo rende palesemente non al di sopra delle parti. L’ho detto e ripetuto a più riprese in altri contesti: compito dei giudici è quello di essere imparziali e di apparire tali. Pecorella oggettivamente manca di questo requisito.
E’ inoltre inaudito politicizzare ogni settore della vita pubblica. Occorrerebbe un serio consulto fra psicologi e antropologi per capire la strategia politica messa in atto da Veltroni: come si può barattare la presidenza della Commissione Vigilanza Rai con uno scranno alla Consulta? Personalmente mi sembra assurdo e contrario all’etica politica di uno Stato liberale. Non capisco, tra l’altro, la pervicace battaglia in difesa di Leoluca Orlando, esponente di un partito che – al di là delle guerre di principio – ha violato gli accordi elettorali stipulati col Pd, manifesta quotidianamente prima contro il governo e poi contro la corrente maggioritaria dell’opposizione accusata di inciucismo e procura financo imbarazzo nei rapporti col Colle ospitando nelle manifestazioni imbonitori qualunquisti.
237 views
Indro Montanelli sosteneva che la storia fosse semplicemente un racconto, una narrazione da tramandare di generazione in generazione. Il problema dell’insegnamento storico è legato, a mio giudizio, alla questione di sapere quali strumenti porre nelle mani del ricercatore. L’obiettivo dovrebbe essere rendere l’apprendimento degli eventi concettualmente problematico, anziché informativo, abituando i cervelli dei lettori e dei dotti a confrontarsi con domande tacite e inespresse, a interrogarsi sui nodi irrisolti per ricostruire il senso profondo degli avvenimenti. Poiché le fonti sono importanti, e poiché nell’ambito storico la rilevanza delle tensioni politiche è decisamente prevalente, assume vitale importanza porre l’accento sulle cronache giornalistiche. E’ per questo che la contro-storia sull’omicidio Calabresi inevitabilmente porta con sé una sorta di disagio; poco incide l’anomalia di vivere in un paese che rifiuta ogni forma di revisionismo sul Ventennio e sull’esperienza fascista dopo mezzo secolo di storia, ma è già pronto a “rivedere le sentenze” degli anni di piombo. Perché la storia la possono scrivere i vincitori solo quando essi stanno da una parte.
Allora sgombriamo il campo da alcune irritanti ipocrisie.
(continua…)
560 views
«Il personale sanitario non puo’ sospendere l’idratazione e l’alimentazione artificiale di Eluana Englaro. Verrebbe meno ai suoi obblighi professionali e di servizio[…] La richiesta da Lei avanzata non puo’ essere esaudita in quanto le strutture sanitarie sono deputate alla presa in carico diagnostico-assistenziale dei pazienti. In tali strutture, hospice compresi, deve inoltre essere garantita l’assistenza di base che si sostanzia nella nutrizione, idratazione e accudimento delle persone».
143 views