Una lista civica
per il futuro dell’Italia: è questa l’ultima idea elaborata da Gianfranco Fini
e Pierferdinando Casini per uscire dal guado, per risollevare il paese dalle
macerie della Seconda Repubblica, trovando altresì uno spazio politico da
occupare in attesa di tempi migliori. L’idea, riportata nel dettaglio sulle
colonne dell’Huffington Post, è di costruire una grande realtà che possa
superare gli steccati ideologici e che sia in grado, nel breve periodo, di
rilanciare alcuni punti programmatici destinati ad essere raccolti nella
prossima legislatura da un rinnovato Esecutivo Monti. Nuove sigle e nuovi
progetti, naturalmente per nuovi equilibri. E proprio Fini si muove con
decisione in questa direzione, specificando che l’esperienza bipolarista, su cui
tanto aveva investito prima il Movimento Sociale e poi Alleanza Nazionale, si è
conclusa nel modo peggiore per l’Italia: ha diviso gli animi e cancellato le
energie e la buona volontà indispensabili per amministrare il paese, senza mai
trovare per altro un senso comune, una forma di riconoscimento identitario
superiore e condiviso che potesse consentire il definitivo salto di qualità
alla nostra democrazia. Nessuna riflessione né alcun mea culpa sulla revisione
dei sistemi elettorali, sulle fragilità della rappresentanza dopo l’abbandono
del maggioritario voluto dal suo precedente partito. Colpisce, poi, un dato
particolare: le nuove sigle ed i nuovi progetti vengono perorati da esponenti
della vecchissima guardia, sinistre figure di una classe dirigente impegnata
nella gestione della cosa pubblica fin dagli anni ’80.


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