marzo 22, 2012

Ma che freddo fa

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Chiunque abbia letto e apprezzato un libro di Pamuk può facilmente richiamare alla memoria letteraria l’immagine del Bosforo imbiancato: una coltre di neve soffice, pulita, pungente, destinata a coprire il territorio turco, ad isolarlo in un glaciale abbraccio; un lenzuolo vellutato per uno scenario malinconico, uno specchio accecante destinato a riflettere al tempo stesso storie e anime di un popolo. Ma per volgere lo sguardo alle miserie della politica internazionale contemporanea, abbandonando questo quadro deamicisiano, possiamo intravedere dietro la lucida prosa di un grande letterato istanze meno nobili. Ed il freddo induce a riflettere su un problema nitidamente definito: il fabbisogno energetico.

Ankara importa attualmente il 58% delle forniture di gas direttamente da Mosca, il convitato di pietra del vicino oriente, mai del tutto amato, fin dai tempi della Sublime Porta. Un’interessante analisi condotta, come spesso accade, dal gruppo Stratfor, mostra la significativa evoluzione dei piani di espansione economica elaborati dal Cremlino. Le direttive imposte da Putin ambiscono a varare una linea di condotta duplice: il paese deve tornare ai fasti della Grande Russia ed in tal senso il controllo dei gasdotti può avvenire o tramite la stipulazione di contratti ventennali a tassi agevolati coi paesi che soffrono particolarmente l’emergenza (procurando di fatto una dipendenza economica dalla ex superpotenza), o tramite l’acquisto di impianti di stoccaggio delle riserve di gas naturale dislocate direttamente in loco. Un abbraccio, quello tra Erdogan e Putin, che potrebbe compromettere ancora di più l’interesse strategico europeo nella regione di riferimento.

gennaio 2, 2012

Iran-Usa, non si placa lo scontro

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Sabato scorso Barack Obama si è espresso chiaramente sul dossier nucleare iraniano: Washington ha dato via libera a nuove risoluzioni per inasprire le sanzioni gravanti sul regime di Teheran. La reazione del governo presieduto da Ahmadinejad è stata pressoché immediata. In primo luogo la televisione di Stato ha diffuso una notizia significativa: l’avanzamento del programma nucleare ha subito un’evoluzione costante negli ultimi mesi, attraverso le innovazioni d’ingegneria di cui dispone il paese. In tal senso, sarebbero già state testate con successo le barre d’uranio da impiantare negli stabilimenti nucleari. Come se non bastasse, il vice comandante della Marina, Mahmoud Mousavi, ha ammesso – di fronte all’agenzia di stampa Irna – l’obiettivo raggiunto dalle forze militari, ossia testare missili a medio raggio dotatati di una “sofisticata tecnologia anti-radar”. A questo punto bisognerà vedere quale sarà la reazione della Casa Bianca. Obama si è lasciato alcuni margini di manovra per impedire un’escalation di violenza: la flessibilità nell’applicazione delle sanzioni potrebbe essere il pretesto utile per riallacciare i rapporti diplomatici. Intanto l’Europa, particolarmente coinvolta visto l’intensità di scambi con la Repubblica teocratica, misteriosamente tace.

novembre 22, 2011

Tecnicismi

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Il governo Monti è frutto di un fallimento: il fallimento conseguito da una classe dirigente che ha ridotto il paese sull’orlo del baratro, ad un passo dal default finanziario. Possiamo disquisire per ore sulle responsabilità individuali, sul clima politico infernale che è stato sapientemente costruito negli ultimi vent’anni, sull’ondata speculativa delle ultime settimane e sui presunti gesti di responsabilità del tutto tardivi. Un dato però è certo: la politica è stata esautorata dalle sue funzioni per manifesta incapacità, e su questo gli italiani dovranno riflettere in prossimità del voto.

Se tale premessa è d’obbligo, una premessa che a ragion veduta ci consente di sostenere un pugno di tecnici nell’azione di risanamento e riscossa nazionale acclamandoli come liberatori, bisogna tuttavia ammettere che le modalità con cui è stato eseguito il passaggio di consegne dovrebbero indurre l’intera collettività ad una riflessione. Perché sì, non v’è dubbio, la nostra è una repubblica parlamentare ed il presidente Napolitano ha agito nel solco della Costituzione, avendo ben chiare le prospettive del momento; ma in un paese normale – per usare un’espressione cara all’area dalemiana – l’idea che un Esecutivo scelto dal popolo, quale esso sia, venga ribaltato improvvisamente in virtù di un clima di sfiducia proveniente dai mercati, avrebbe indotto qualche considerazione assai poco lusinghiera. Perché i mercati non sono né di destra né di sinistra, ma valutano l’affidabilità finanziaria di un paese. E se i mercati, di punto in bianco, riescono a ribaltare la volontà popolare, forse qualche meccanismo nell’assetto democratico necessità di un rodaggio.

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novembre 19, 2011

Fortuna che abbiamo spodestato Ben Alì

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Ora possiamo tranquillamente convivere con chi progetta una perenne guerra santa.

«Another lesson that has been ignored is the need for caution in training Islamic insurgents and funneling lethal arms to them to help overthrow a regime. In Libya, bringing the myriad rebel militias under government control is likely to prove difficult, potentially creating a jihadist citadel at Europe’s southern doorstep».

novembre 18, 2011

Inno alla gioia, silenzio di tomba

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David Brooks torna alla carica sulla difficile situazione europea. L’economia, la crisi di fiducia, la messa in discussione di un progetto politico, sono tutti elementi che derivano – secondo l’autore – dagli impedimenti intrinseci al progetto comunitario. Le responsabilità vanno suddivise equamente tra una classe politica inadatta a gestire macroprocessi talmente complessi e un certo modo di concepire la sfera pubblica in forma tecnocratica. Nessuno attacco a Mario Monti, intendiamoci, onde evitare refusi cialtroni e padani, ma una critica esaustiva a “uomini grigi ed arroganti che hanno creduto di poter essere gli ingegneri della società, ignari della storia, della lingua, della cultura, dei valori e dei luoghi”. In altri termini: «It was easy to be European when it didn’t cost anything. When sacrifices are necessary, the European identity dissolves away».