blog head

Tra militari e imam

Ascolta con webReader

Il primo ministro turco è stato abbastanza chiaro nell’enunciare il principio solenne di legalità su cui dovrà reggersi, d’ora in avanti, la repubblica: non esistono soggetti al di sopra della legge. Una frase apparentemente banale come questa, data per condizione assodata nelle liberaldemocrazie occidentali, cela in realtà un messaggio recondito che non è stato per nulla approfondito dalla stampa italiana. Le affermazioni di Erdogan, infatti, non corrispondono ad una mera manifestazione di vuota retorica, bensì costituiscono un implicito avvertimento all’establishment militare del paese.

Martedì 23 Febbraio le forze dell’ordine di Ankara si sono mosse tempestivamente per arrestare una quarantina di persone con l’accusa, niente affatto leggera, di tentato golpe. Fra queste spiccavano, in particolare, i nomi di alti ufficiali delle forze armate, da sempre impegnati nella strenua difesa della laicità kemalista dello Stato turco. In realtà, però, il fattore spirituale in politica c’entra poco o niente ed è una variabile secondaria. Come rilevato da Michael Thumann, fra osservanti e laici, le divisioni sono spesso fittizie, dettate dall’agenda quotidiana o da retaggi storici, non da una conclamata antitesi progettuale. La posta in gioco è alta: disegnare il volto della Turchia del ventunesimo secolo è un’operazione particolarmente impegnativa, tanto più se si rammenta come spesso la società civile tenda ancora a considerarsi l’erede diretta della Sublime Porta. In tale contesto pensare di escludere una delle due fazioni dalla gestione della cosa pubblica appare come un esercizio controproducente. Che vi sia, infatti, una distinzione di base è innegabile.

(continua…)

49 views

Esteri — Tag:, , , — Giuseppe Lombardo @ 20:04

L’altro Iraq

Ascolta con webReader

Meraviglioso reportage di Roberto Bongiorni sul Sole 24 Ore.

33 views

Esteri — Tag:, , — Giuseppe Lombardo @ 15:45

Welcome Mr. President

Ascolta con webReader

Nina Khrushcheva, 5 Febbraio 2010.

«Il 15 dicembre del 1967, Yanukovych (all’età di 17 anni) è stato condannato a trentasei mesi di reclusione per rapina e violenza sessuale. Tre anni dopo tornò in prigione, condannato stavolta per omicidio colposo. Ma, per motivi che restano inspiegati, i giudici sovietici eliminarono i suoi precedenti penali nel 1978, poco prima dell’iscrizione al Partito comunista. Nel 2006, Yanukovych è stato accusato di aver falsificato i documenti necessari per l’eliminazione dei precedenti. I due principali dossier utilizzati per rovesciare le condanne per stupro e rapina furono oggetto di condanna. Inoltre la firma originaria del giudice risultò contraffatta. E’ stupefacente come un recidivo, due volte condannato per crimini efferati, un uomo capace di frodare un’elezione presidenziale – pronunciandosi in favore di una violenta repressione ai danni di uomini e donne che protestavano pacificamente contro il torto elettorale – possa ancora oggi essere un candidato per ogni carica pubblica, in particolare per la presidenza di un paese di quasi 50 milioni di persone. La candidatura di Yanukovych rivela ampi aspetti sulla natura delle persone attorno a lui e sulla fragilità della democrazia in Ucraina».

96 views

Esteri — Tag:, , , — Giuseppe Lombardo @ 18:15

Erdogan si ferma a Zurigo

Ascolta con webReader

Nel mese di Ottobre, su queste colonne, avevamo ricostruito la storia del lento riavvicinamento diplomatico fra Turchia e Armenia, un’operazione complessa e piena di nodi irrisolti, in virtù del contenzioso storico inerente il genocidio perpetrato dall’Impero ottomano.

Sotto l’occhio vigile della comunità internazionale e sulla spinta delle pressioni di Washington, i rappresentanti di Yerevan ed Ankara, nella seconda settimana del suddetto mese, riuscirono ugualmente a firmare un accordo di normalizzazione dei rapporti per la ripresa delle relazioni diplomatiche e la progressiva riapertura dei confini.

Sembrava delinearsi una chiara strategia adottata dal Primo ministro Erdogan: l’obiettivo dell’Esecutivo poteva essere volto esclusivamente alla risoluzione di ogni contenzioso regionale, onde tracciare una prospettiva di stabilità del territorio per far maturare rapporti di buon vicinato, magari nella prospettiva di un’integrazione politica o di una partnership economica con l’Unione Europea.

(continua…)

72 views

Esteri — Tag:, , , , — Giuseppe Lombardo @ 23:15

Obama molla l’Europa

Ascolta con webReader

Ho sempre sostenuto, fin dai tempi della campagna elettorale americana, che l’eventuale ascesa di Barack Obama alla Casa Bianca avrebbe lasciato immutati l’assetto di potere e gli equilibri fondamentali della comunità internazionale. Il mio ragionamento, sicuramente poco lusinghiero per una prospettiva europea, verteva su tre dati di fatto: in primis, il Vecchio Continente è oggi fuori dal circuito economico delle macropotenze per un insieme di fattori su cui non è necessario tracciare un’analisi approfondita in questa sede (l’affermazione Cinese, l’India, la delocalizzazione, la stagnazione, il basso indice di natalità, sono tutte concause da tenere in considerazione); in secondo luogo, la scarsa coesione tra gli Stati membri rende puntualmente difficile l’adozione di una linea unica valida per l’intero blocco continentale e, d’altronde, la mancata intesa sulla Costituzione sta lì a dimostrare quanto prossimo sia il trionfo delle divergenze, con buona pace dell’intermediazione diplomatica; in terzo luogo, una possibile apertura di Obama, eventuale e teorica, sarebbe coincisa – presto o tardi – con la necessaria responsabilizzazione delle singole comunità nazionali sul fronte globale, opzione decisamente poco praticabile alla luce del guazzabuglio iracheno che ha mostrato impietosamente la frattura europea.

(continua…)

92 views

Esteri — Tag:, , , , , — Giuseppe Lombardo @ 23:47

Orizzonti iraniani

Ascolta con webReader

«Neither Ayatollah Ali Khamenei, Iran’s supreme leader, nor Mr Ahmadi-Nejad could ever fully recover their authority. Yet no one in the group could be sure as to how long the regime might yet stay afloat. The present power structure could be swept away within a year – in cold war parlance, we could be at the beginning of 1989. On the other hand no one should underestimate the ruthless resolve of the Iran’s Revolutionary Guard. As to the west’s response, the US and European governments should be more outspoken in support for fundamental democratic and human rights in Iran; but recognise that overt foreign backing for the opposition movement would be turned against it by the regime. Nor would it be sensible for any new sanctions to punish ordinary Iranians by, say, blocking imports of refined fuel. Beyond that? There are no easy answers. Let’s hope those engineers in Natanz keep on messing things up». Philip Stephens.

87 views

Esteri — Tag:, , , — Giuseppe Lombardo @ 16:37

Yes, we can

Ascolta con webReader

Altri due brillanti risultati conseguiti da Obama.

77 views

Esteri — Tag:, , , — Giuseppe Lombardo @ 16:54
Pagina successiva »
Creative Commons License
www.peppelombardo.com by Giuseppe Lombardo is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License| powered by WordPress with Barecity