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Cinque anni da blogger

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Sperando non vi sia stata tanta sofferenza. Grazie a tutti. Donne in primis.

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Blog ed Internet, accadde oggi — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 16:45

Il piu’ grave peccato mortale

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Tornare nei luoghi dove l’adolescenza si è consumata è un’esperienza che lascia l’amaro in bocca. Hai spesso la sensazione di vivere un film noir alla francese, un revival del “come eravamo”, in cui la sequenza di filmati che ha dettato il tuo tempo in presa diretta viene sostituita progressivamente da una serie di scatti ed istantanee, che scandiscono opacamente i momenti più significativi del passato prossimo o remoto. Il vissuto diventa immagine, si fa immagine, e annega il proprio senso negli archivi segreti della memoria, in un tradizionale bianco e nero. Perfino i ricordi di noi stessi diventano sbiaditi di fronte allo specchio: gli occhi, le labbra, la fronte, il mento, tutto è diverso e la mano che sfiora i lineamenti prende atto e testimonia gli insulti del tempo. Ci guardiamo, arrossiamo, e ci poniamo un interrogativo naturale: siamo effettivamente quello che desideravamo essere?

Scorre così un insolito pomeriggio d’agosto, mentre mi scopro ad ascoltare i rumori sibillini della città, a respirare i profumi della mia terra. I colori sgargianti della costa, l’odore di salsedine, i gelsomini rigogliosi indicano il susseguirsi delle stagioni, come una promessa fatta al genere umano di un futuro più roseo, sereno. Come un arcobaleno dopo la tempesta. Gli Stati Uniti hanno certificato in maniera plateale il diritto alla felicità degli uomini e delle donne d’oltreoceano. Noi non osiamo reclamarlo, ma – come Verga insegna – ci affidiamo anche nelle circostanze più sfavorevoli a quell’istinto di Divina Provvidenza che tracima dal nostro ego. Quello stesso istinto che nella prosa dialettale identifica nei “cristiani” non solo gli uomini di fede, ma le persone per bene tout-court. Ciò che molto spesso viene stupidamente ridotto ad un orpello della propria esistenza, l’attaccamento al territorio, è parte integrante del codice genetico di ciascuno di noi e costituisce inevitabilmente l’essenza profonda delle nostre identità. Avere una casa, un rifugio dalle tenebre, un piccolo regno ove dettare legge è il primo input necessario per gettare le fondamenta del proprio avvenire. Il resto è corollario. Per un siciliano approcciarsi a queste riflessioni è ancora più complicato: l’istintivo e brutale legame che abbiamo con la nostra tradizione indipendentista ci ha sempre reso “altri”. Altri cioè minoranze, diversi. Diversi dagli spagnoli, quando percorrevano le nostre terre sancendo ciò che era giusto e ciò che era sbagliato; diversi dagli arabi, i cui costumi riecheggiano in un certo modo di concepire la vita e la famiglia, come Pietrangelo Buttafuoco – con scientifico sapere – costantemente evidenzia nella sua letteratura; diversi dagli americani e dagli inglesi, vincitori del conflitto bellico troppo distanti dal nostro modo di inquadrare la natura e i rapporti umani; diversi pure dagli italiani, cui ci siamo omologati controvoglia e senza crederci in fondo granché. Tanto è vero che allo Stato abbiamo contrapposto un anti-Stato, con le sue regole truci e di cui ci vergogniamo: quella sporca “cosa” che definiamo impropriamente “nostra”, una ferita aperta nel cuore dell’isola.

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diario — Tag:, , — Giuseppe Lombardo @ 00:02

Palcoscenico di vita

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In estate, per tradizione, questo blog lancia delle piccole campagne culturali, per consentire ai lettori di poter fruire costantemente di un prodotto di qualità. L’obiettivo, un po’ ambizioso, è differenziarsi dal panorama del web: col passare dei giorni, infatti, inizieranno a diffondersi alcune tra le agenzie stampa più inutili e irritanti, concernenti il caldo o l’esodo delle vacanze, atte a coprire i buchi lasciati dalle ferie dei potenti. L’alternativa imperante, di solito, per i blog che si occupano di attualità, è scrivere i retroscena parlamentari, ma non ambisco a rivelare al lettore notizie prive di fondamento con virgolettati fasulli, dando loro validità e consistenza. Anziché riflettere sul carovita in spiaggia o sulla coda all’ingresso autostradale, preferisco fissare un progetto per fornire a chi mi segue uno svago intellettualmente stimolante e, ovviamente, meno tedioso.

Negli anni passati mi sono dedicato molto alla letteratura con la rubrica “Conoscenza è liberta”. Nel 2009 tento un nuovo esperimento: “Palcoscenico di vita”. Ogni fine settimana questo blog pubblicherà un video che riproduce spezzoni di uno spettacolo teatrale, secondo i gusti personali del titolare del dominio. Starà a voi giudicare se l’esperimento è riuscito oppure no.

Iniziamo il nostro viaggio con un brano musicale di Flavio Oreglio, estratto dallo spettacolo Catartico live.

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Blog ed Internet, Cultura — Tag:, , — Giuseppe Lombardo @ 15:59

Il solito Mina’

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«I ragazzi cubani che Yoani Sanchez sostiene vivono solo privazioni sanno perfettamente, infatti, che queste conquiste sociali rendono Cuba, pur con tutti i suoi errori, diversa, più libera, dai paesi che invece, negli anni, sono stati prigionieri del neoliberismo e del mercato».

Come dire: suvvia essere schiavi della Apple è di gran lunga un male peggiore rispetto a qualche limite posto alla libertà d’espressione. Anche perché il sistema capitalista produce terrore, miseria e morte. E bla, bla, bla. Restano eluse tutta una serie di domande che “la bloggera” in questione pone. Minà chiederà a Fidel come mai non decreta un’amnistia per Adolfo Fernández Saínz e per i suoi colleghi, che hanno già scontato sei anni di galera per delitti di opinione? Sì o no? Domanderà al líder máximo come mai per accedere agli studi di livello superiore si deve dimostrare di possedere una serie di requisiti ideologici in un grande paese con un governo attento “all’afflato sociale”? Sì o no?

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Blog ed Internet, Esteri, giornalismo — Tag:, , , — Giuseppe Lombardo @ 16:08

La censura di regime

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Lettura obbligata: Yoani Sánchez, l’improbabile intervista di Gianni Minà [Qui la versione tradotta].

«Indague usted señor Minà –usted que puede hablar con Él- por qué no decreta una amnistía para Adolfo Fernández Saínz y sus colegas, que ya cumplieron seis años de prisión por delitos de opinión. Anote en su agenda, por favor, las dudas que tiene mi vecina sobre la negativa para que su hermano entre a Cuba, después de “desertar” en medio de un congreso en el extranjero. Transmítale la interrogante de mi hijo Teo, quien no entiende que para estudiar en el nivel superior deba cumplir con una serie de requisitos ideológicos. Si usted puede acercarse a Él -más de lo que cualquiera de nosotros lograría- pídale que deje a estos “desconocidos” ciudadanos asociarse, fundar un periódico, crear una emisora de radio, postular a un presidente o disfrutar de ese derecho -que usted ejerce a plenitud- de escribir públicamente opiniones muy diferentes a las del gobierno de su país. Le aseguro que esa entrevista –la que usted nunca hará- será un bestseller en esta Isla».

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Buon primo maggio

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Dovendo scegliere una canzone come colonna sonora, ho preferito non perseguire la via pop. In altri termini: Vasco lo vedrete in tv. Qui diamo spazio ad Hayley, splendida voce australiana già nota ai lettori più attenti. Auguri.

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Blog ed Internet, accadde oggi — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 16:40

Complimenti alla Carlucci

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Libertà è un termine che va declinato e non declamato. Vergogna.

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Blog ed Internet, Politica — Tag:, , — Giuseppe Lombardo @ 16:46
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