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Un milione contro Zap

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Mentre nel nostro paese l’attuale leader dell’opposizione, Dario Franceschini, sfoggiava calzini turchesi, ergendo un indumento di dubbio gusto a simbolo politico pur di racimolare consenso in vista delle primarie interne, oltre il confine iberico il collega del Partito Popolare, Mariano Rajoy – proveniente dalla medesima tradizione culturale – presentava ai media un emendamento da apporre alla riforma della legge sull’aborto, attualmente in discussione in Parlamento. Il progetto dell’Esecutivo socialista, è bene ricordarlo, concede oggi la possibilità di interrompere la gravidanza alle donne che lo richiedono, anche senza parere medico e fino alla quattordicesima settimana; inoltre il medesimo disegno normativo estende alle adolescenti di sedici anni la possibilità di abortire senza l’autorizzazione dei genitori, mossa controversa che ha destato parecchie perplessità perfino tra i promotori dell’iniziativa. Eppure, in Spagna, non ci sono stati richiami al regime, né inutili appelli alla coscienza civile per un’emergenza democratica. Non ci sono state nemmeno le tradizionali raccolte-firme, operazione preliminare in Italia per dar senso ad una conta che pesi la protesta.

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Esteri — Tag:, , , , — Giuseppe Lombardo @ 01:43

Zittire il Parlamento

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Non si capisce per quale motivo il Parlamento sarebbe impossibilitato a chiedere un’indagine conoscitiva in merito alle disposizioni d’attuazione per la coerente convivenza della Ru486 con l’impianto giuridico della legge 194. E’ come se il Legislatore, di fronte a esigenze di mercato, abiurasse ogni precetto giuridico in funzione della decisione di un organo tecnico-scientifico.

Ancora una volta qualche benpensante ha ritenuto opportuno cavalcare l’onda, dando prova di una superficiale e perniciosa laicità e alimentando implicitamente un conflitto politico insulso fra opposte fazioni, al solo fine di esacerbare il clima. Non è tollerabile che la stessa persona invochi dallo scranno più alto di Montecitorio il rispetto dei diversi poteri costituzionali, in controtendenza alle forzature di un Esecutivo che sovente dimentica la centralità delle Camere nel nostro ordinamento.

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Politica — Tag:, , — Giuseppe Lombardo @ 01:04

L’aborto privato

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Ho avuto modo di incontrare il ministro Meloni in un paio di occasioni, scambiando fugacemente qualche battuta tra un comizio ed un’assise in occasione di alcune manifestazioni politiche. Il suo itinerario è stato osservato attentamente da chi scrive e non poteva essere altrimenti, essendo stata la più giovane vicepresidente della Camera nella storia della Repubblica Italiana ed una colonna rappresentativa per la generazione che ha iniziato la propria militanza nel Fuan missino, predicando il valore della diversità nella continuità. Vecchi slogan, vecchi leitmotiv romantici di chi scelse fin dalla prima adolescenza la parte destra dello schieramento. La considero una figura di assoluto rispetto, che ha alle spalle un retroterra culturale degno di nota. Ecco perché sono rimasto stupito quando stamane, aprendo i quotidiani, sono venuto a conoscenza delle recenti esternazioni del ministro circa l’entrata in commercio della pillola Ru486.

Per chi non lo sapesse ci riferiamo alla Kill-pill, il farmaco abortivo che l’Aifa – l’agenzia italiana con autorità in materia – ha introdotto da ieri sera nel nostro Paese, tra boati di giubilo da parte della corrente radicale e nel tacito consenso dell’establishment di centrosinistra. Il ministro Meloni, anche da presidente del movimento giovanile di Alleanza Nazionale, ha sempre predicato la necessità di una politica a sostegno della vita e della libera scelta delle donne, cercando di formulare nuove strumentazioni per offrire supporto a quelle persone che ricorrono all’aborto nel timore di non poter sostenere le spese di una gravidanza. In piena coerenza con quanto detto, la Meloni ha pertanto ribadito al Corriere la necessità di inquadrare l’introduzione del farmaco nell’ambito del rispetto della legge 194 che regola i principi cardine in materia. Una legge, lo ricordiamo agli smemorati e agli opportunisti, che “tutela la maternità sociale” e non concede l’aborto selvaggio.

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Cultura, Politica — Tag:, , — Giuseppe Lombardo @ 23:50

Fuori l’aborto

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Contrariamente a quanto sostenuto dai principali media conservatori del paese, io auspico seriamente che Obama metta mano sul sistema sanitario statunitense, le cui falle mi sembrano evidenti. Certo, spero che lo faccia in maniera equilibrata, senza colpi di mano, con senno, senza anatemi ideologici, ma so che una riforma organica è necessaria. Magari partendo da un punto fermo: il rispetto della vita umana in tutte le sue forme, così come invocato dal vescovo William Francis Murphy.

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Esteri — Tag:, , , — Giuseppe Lombardo @ 00:01

La prima moratoria

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La progressiva secolarizzazione dei ceti medi, in questo nostro paese, è stata senza dubbio agevolata da una stampa compiacente che spesso ha posto, in occasione dei dibattiti referendari, quesiti politici impegnativi in maniera ipocrita e fuorviante. Non serve naufragare nella memoria del secolo scorso, basta rammentare la campagna violenta sulle modifiche concernenti la legge 40 approvata durante la quindicesima legislatura. Non è un caso se il movimento cattolico è stato spesso affiancato nelle battaglie epocali da intellettuali laici di tutto rispetto, uomini e donne che si ribellavano al conformismo dei salotti e di certi gruppi editoriali. Mi sovviene il nome di Bobbio, autentico precursore di una folta schiera di “laici o atei devoti”, incapaci di asservirsi al pensiero debole in nome e per conto di libertà tanto assolute quanto fittizie.

Affermava Ezra Pound: “L’unica cultura che riconosco è quella delle idee che diventano azioni”. Forse partendo da questa massima Rocco Buttiglione si è fatto artefice della traduzione di certi input della società in una risposta della politica, costringendo il governo italiano a promuovere una risoluzione alle Nazioni Unite «che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta o indotta ad abortire».

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Cultura, Politica, giornalismo — Tag:, , — Giuseppe Lombardo @ 14:02

Indifesi e soppressi, trascurati da Obama

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A pochi giorni dall’insediamento, il neopresidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato un ordine esecutivo che cancella il divieto di finanziare con fondi federali le associazioni e i gruppi internazionali che promuovono l’aborto all’estero. In piena tradizione con la linea democratica, il quarantaquattresimo erede di George Washington ha tecnicamente riproposto le scelte dell’amministrazione Clinton, contravvenendo alla prassi politica che i repubblicani hanno adottato in materia dall’epoca di Reagan. Una mossa audace per rappresentare in maniera radicale la discontinuità rispetto al precedente inquilino della Stanza Ovale, un favore alle lobby del Pd ed un messaggio alla base per placare gli animi e ricordare che dal 2009 tutto sarà possibile.

Nel giorno del trentaseiesimo anniversario della sentenza Roe vs Wade che ha legalizzato la pratica abortiva oltreoceano, l’ex senatore dell’Illinois ha fatto appello in un comunicato alle diverse coscienze che conducono battaglie politiche in tema di interruzione di gravidanza, evidenziando la necessità di trovare un punto di incontro, nel rispetto della libera scelta delle donne. Parole che agli esponenti pro-life sono apparse provocatorie per l’implicita presa di posizione e che hanno suscitato una secca reprimenda del Vaticano. La Marcia per la Vita, celebrata dopo l’insediamento, ha visto aderire circa 250mila attivisti e gli analisti dell’establishment dell’Asinello non hanno potuto ignorare un segnale di disagio nei confronti di un presidente che durante tutta la campagna elettorale ha lottato in lungo e in largo contro la faziosità di chi lo rappresentava estremista, salvo poi rivendicare le originarie posizioni ideologiche del partito di riferimento una volta raggiunta la stanza dei bottoni.

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Cultura, Esteri — Tag:, , , , , — Giuseppe Lombardo @ 15:04

Immagina il potenziale

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Cultura — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 23:03
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