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Tra etica e politica

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Mancano poco più di tre settimane all’insediamento di Barack Hussein Obama a Washington e la campagna elettorale alle spalle ha mostrato come il neopresidente degli Stati Uniti abbia caricato la sua elezione di un forte significato allegorico: da un lato il candidato democratico ha vissuto la sua negritudine durante la battaglia incarnando il mito progressista della speranza, trasformando un possibile deficit in una fonte di consenso; dall’altro ha sabotato la Right Nation – la destra conservatrice dell’America profonda – sottraendo il voto delle masse “spiritualmente attive”, della cosiddetta Moral Majority, feudo tradizionalmente repubblicano.

Ora, se sconfiggere John McCain è stata una partita relativamente agevole per un giovane profeta politico corteggiato dai media, ben diversa e più consistente è la sfida di sintesi dell’azione di governo che Obama dovrà affrontare e non solo per le ragioni economiche di cui tanto si parla.

Partiamo da un dato noto nell’establishment dell’Asinello: circa il 20 per cento dei sostenitori di Obama nell’ultima tornata elettorale si definisce, quotidianamente, “pro-life”. Sarà pertanto difficile ottenere il favore ideologico del proprio blocco senza scontentare parte rilevante di coloro che hanno permesso l’ascesa del senatore dell’Illinois alla Casa Bianca. Alcune tematiche diventano implicitamente ostiche. Il primo problema nell’agenda, sotto questo profilo, è ovviamente la questione abortiva. Secondo una rilevazione statistica, l’87% degli elettori ritiene che il modo migliore per ridurre il fenomeno non sia la criminalizzazione dell’atto, bensì l’elaborazione di una politica “di prevenzione di gravidanze indesiderate attraverso l’istruzione e il controllo delle nascite o la fornitura di assistenza finanziaria per le madri in gravidanza”. E’ una possibile via di fuga: l’idea di stanziare dei fondi per l’assistenza pre e post natale, accompagnando le madri con i mezzi economici necessari e progettando al contempo piani di sostegno per l’educazione permetterebbe al neoeletto di sostenere la propria posizione pro-choice (pro-scelta) senza alienarsi le simpatie del movimento per la vita.

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Esteri — Tag:, , , , , — Giuseppe Lombardo @ 21:35

Benedetta memoria

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«Ricorre oggi il centenario del tragico terremoto che colpì Messina, radendola quasi totalmente al suolo e mietendo migliaia di vittime. I messinesi però non si lasciarono abbattere e, sostenuti da una straordinaria solidarietà, si risollevarono. Il mio predecessore San Pio X, che avrebbe voluto recarsi personalmente a Messina, inviò ingenti aiuti e ospitò a Roma i seminaristi. A distanza di cento anni, desidero inviare ai messinesi un affettuoso pensiero con l’augurio che nei loro cuori arda sempre la speranza cristiana». Papa Benedetto XVI.

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accadde oggi — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 21:44

Buon Santo Natale 2008

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Blog ed Internet, Religione, accadde oggi — Giuseppe Lombardo @ 20:41

La debacle di Veltroni e del suo partito

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Cosa lega il caso Villari all’odierna questione morale esplosa nel Partito Democratico? Apparentemente nulla, ma in realtà esiste un filo conduttore che congiunge inevitabilmente le due vicende, una sottile linea rossa che impone una riflessione interna al movimento veltroniano. Facciamo un rapido excursus.

E’ il 13 novembre quando Riccardo Villari, napoletano, cinquantaduenne medico e docente universitario, senatore sconosciuto del Pd, viene nominato alla presidenza della Commissione Vigilanza Rai. L’elezione è un autentico coupe de theatre: dei ventitre voti necessari per la nomina, ventuno provengono dalle fila della maggioranza, in spregio alle tradizionali regole del gioco inerenti la televisione pubblica. Apriti cielo: Veltroni frena e invoca un immediato chiarimento col senatore, Di Pietro prima accusa il Pd di aver rotto l’alleanza (sì, lo stesso segretario dell’Italia dei Valori che – una volta giunto in Parlamento – ha salutato altezzosamente i buoni propositi rispondendo picche alla costituzione del gruppo unico) e poi accusa il Cavaliere di corruzione politica. Il Pdl, frattanto, gongola. Le dimissioni, date pressoché per certe dai bookmakers in Transatlantico, non arrivano e, consequenzialmente, Villari si espone, specificando che non ha alcuna intenzione di lasciare l’incarico e che anzi si è già mosso per studiare i primi progetti concreti da sottoporre all’azienda. Una batosta politica che l’establishment di sinistra non può accettare: mentre la stampa amica lo dipinge come uno sporco affarista, il partito dà l’ultimatum, o per amore della causa fa un passo indietro o partirà il procedimento di espulsione. Il senatore reagisce in maniera ispida, spiegando che non capisce le motivazioni di un simile provvedimento. A cosa sono dovute? All’accettazione di un incarico istituzionale? In un sistema già privo di preferenza, è ammissibile che i deputati nominati debbano accettare passivamente i diktat della nomenclatura? Il resto è storia: Villari viene espulso e aderisce al gruppo misto, pur mantenendo la carica elettiva.

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Giustizia, Sinistra — Tag:, , , , , — Giuseppe Lombardo @ 01:02

Finta democrazia e manicheismo di maniera

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Sussiste, nel centrodestra, un deficit di democrazia, un senso diffuso di intolleranza per chi, considerandosi parte integrante della cultura predicata da questa maggioranza, pratica in concreto un lessico ignoto al nuovo soggetto unitario, un verbo differente dalla rassegnazione alla logica di potere dettata dall’alto. Esiste cioè una controcultura, diffusa nei vertici dell’establishment della coalizione, abituata al vassallaggio intellettuale, al mecenatismo, consapevole del ruolo della stampa solo in una logica di asservimento, di traduzione retorica di una pratica politica.

Per questo, per un’ontologica insoddisfazione di fronte al fetore del pensiero unico, per antipatia del perbenismo e in ossequio alla mia personale vocazione d’essere bastian contrario, in tempi di “luna di miele con gli elettori” ho voluto criticare aspramente il Pdl, reo di aver perso, a mio giudizio, le sue radici e di essersi ridotto alla mercé di un sistema politico bipolare omologante verso l’immobilismo. Il dubbio è semplice: anziché essere di fronte al Partito Democratico e al Popolo delle Libertà, ci troviamo in mezzo a due Prodotti e la loro fabbricazione non mi sembra nemmeno soddisfacente.

Fatto salvo il merito delle obiezioni poste, resta un nodo fondamentale che mi procura un ingenuo ottimismo. Quando sento il Ministro Sacconi, un socialista emigrato nelle fila liberali, asserire che l’eventuale interruzione delle pratiche di nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente costituisce un atto illegale, sia che venga compiuto nelle strutture pubbliche, sia in quelle private del servizio sanitario nazionale, improvvisamente la realtà politica mi sembra meno squallida, un po’ più cristallina e pura. Se un sistema ritenuto marcio riesce a produrre una pervicace battaglia in favore della vita persino a colpi di istruttive ministeriali, allora forse vuol dire che non tutto il male vien per nuocere. Magari, si obietterà, è una mossa strategica per ottenere il consenso delle stanze pontificie. Mi chiedo perché l’obiezione maliziosa di fondo non venga mai sollevata nei confronti della spensierata condotta di una certa magistratura, che arbitrariamente stabilisce di bypassare il Parlamento e creare implicitamente una normativa sull’eutanasia in spregio alla logica della separazione dei poteri. Le ingerenze della Chiesa sono sempre deprecabili, le sortite poco felici del potere giudiziario vanno interpretate con accondiscendenza. Due pesi e due misure per un’unica realtà.

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Cultura, Giustizia, Politica — Tag:, , , , , , — Giuseppe Lombardo @ 03:36

Vada per la questione, ma dov’è la morale?

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Satira, Sinistra — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 22:38

Il rispetto calpestato

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E’ curioso come i profeti della morale laica identifichino nella lotta per la vita di Eluana uno spettro di cinismo, un gioco al massacro sul corpo martoriato di una ragazza malata. E’ curioso il lessico utilizzato da Adriano Sofri su Repubblica, allorché imputa il crimine di “morale nascosta in una mezza manica” a quanti dissentono dalla sua interpretazione del caso. Sono curiose, infine, le modalità attraverso cui la difesa della pratica eutanasica viene perpetrata, facendo ricorso agli espedienti del calvario giudiziario passato dalla famiglia, come se l’informazione dovesse adottare lo standard generale e lacrimevole utilizzato da Studio Aperto.

O meglio, come se fosse normale deliberare la morte per una persona in stato vegetativo persistente quando il Legislatore nulla ha disposto in materia; come se fosse consuetudine considerare l’arbitrio dei giudici un atto dovuto nella società contemporanea; come se fosse essenziale condividere non il dolore della famiglia Englaro, ma la battaglia politica che attorno ad esso è stata costruita. Chi si ribella a questa logica e tenta di ricondurre la discussione nell’ambito che le è proprio è un “bracconiere”. E’ un passo avanti, questa volta nessuno ha parlato di clericofascismo.

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Politica, giornalismo — Tag:, , , , , — Giuseppe Lombardo @ 17:26
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