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Pagina 77 del Prodramma

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«Operazioni repressive del tutto ingiustificate; basti pensare ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l’Unione propone, per la prossima legislatura, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta».

Titolo: Una strategia per la sicurezza.

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Sinistra — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 22:20

L’homo novus

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Il nuovo che è avanzato.

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Sinistra — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 05:11

Le foto della vergogna

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Abbiamo seguito l’evoluzione degli avvenimenti birmani con dovizia e con onestà intellettuale. Non possiamo pertanto omettere la pubblicazione delle vergognose immagini che ritraggono i cadaveri di alcuni monaci buddisti. Per rispetto ai lettori, però, suddividiamo questo post in due parti, sì da consentire la visione soltanto ai cuori più impavidi. Ringraziamo Asianews per la straordinaria testimonianza.

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Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 19:48

Cali il sipario

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Il no all’emendamento che prevede la liquidazione della società per azioni Ponte Stretto di Messina rileva la manifesta incapacità di questo governo di produrre alcunché. La maggioranza è allo sbando e il paese ne paga le onerose conseguenze: una società creata per realizzare un’opera imponente dal precedente esecutivo viene esautorata delle sue funzioni, ma non viene liquidata, il che permette alla società stessa di beneficiare dei contributi governativi. Follia pura.

Nel frattempo il ministro delle Infrastrutture continua la sua polemica col titolare del dicastero della Giustizia, creando l’ennesimo conflitto nella coalizione e paventando scenari tecnici di cui tutti – più o meno palesemente – sono a conoscenza: «se la coalizione non resta questa, si va a casa, salvo la necessità di un governo tecnico con il mandato esclusivo di fare la legge elettorale». Una sorta di monito sul futuro dell’esecutivo: l’Italia dei Valori non intende prolungare l’agonia del prodino, compromettendo l’immagine del movimento di fronte alla pubblica opinione. La domanda che in questo momento attraversa il Transatlantico e termina nelle redazioni dei giornali è lapalissiana: quanto può durare un governo così? Per quanto può restare in carica un premier che esige la fiducia su ogni mossa, confidando nel buon cuore dei senatori a vita? Scrive Giannini:

«L’Unione non c’è più. Esiste ancora per l’aritmetica, ma non incide più sulla politica. Questo lo sanno e lo dicono i suoi stessi leader, anche se giustamente cercano di tenere in vita il governo, non sapendo bene di che morte morire».

Pur condividendo nel complesso l’analisi dell’opinionista di Repubblica, per noi è l’assunto di fondo ad essere sbagliato: l’Unione non è mai esistita, è nata, cresciuta e pasciuta come un cartello elettorale variopinto, formato da post-democristiani, pseudo-socialisti, radicali libertari e forze folkloristiche di estrema sinistra. Il vincolo che legava questa compatta armata brancaleone era “il programma”, una sorta di testo sacro, un feticcio da idolatrare in piazza e fra i banchi del governo. Sennonché quel testo conteneva in sé una serie di appelli generici, scritti nel più vecchio e squallido politichese, utili per compattare una rissosa congrega di compari anti-berlusconiani, ma profondamente insensati dal punto di vista materiale. Le difficoltà incontrate lungo il cammino testimoniano che la ragione stava dalla nostra parte.

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Sinistra — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 16:42

Mastella ha vinto

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Delle due l’una: o Di Pietro è un uomo piccolo piccolo, che per tornaconto elettorale vota in Consiglio dei Ministri provvedimenti impopolari da disconoscere prontamente di fronte all’opinione pubblica; o, in alternativa, Romano Prodi ha deciso di assecondare la politica del Guardasigilli in barba alle osservazioni del ministro delle Infrastrutture. Se quest’ultima ipotesi è realistica, l’ex pubblico ministero di Mani Pulite, prendendo atto delle esternazioni del premier, non dovrebbe esitare un solo secondo nel rassegnare dimissioni irrevocabili.

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Giustizia, Sinistra — Tag:, , — Giuseppe Lombardo @ 01:25

Veltronissimevolmente

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Satira, Sinistra — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 03:38

Vogliono tapparci la bocca

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Questo post è un grido d’allarme per la libertà d’espressione nel nostro paese. I toni apocalittici non ci sono mai piaciuti, ma la situazione è allarmante e richiede un registro meno politicamente corretto del solito. Il Consiglio dei Ministri del 12 ottobre ha approvato all’unanimità il ddl Levi, che prevede l’obbligo di allibrare siti o blog presso il Roc dell’Autorità delle Comunicazioni.

In altri termini, chi gestisce domini web (abbiano essi scopi di lucro o mere finalità informative) dovrà produrre una documentazione che giustifichi la sua attività, accettando mestamente l’ennesimo balzello costituito ad hoc. Scrive Beppe Grillo:

«La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile».

Mai sintesi fu più efficace. In tempi recenti abbiamo criticato il nuovo líder máximo per la sua foga populistica, ma la questione trascende i confini delle vecchie logiche di schieramento, supera di gran lunga le divergenze analitiche ed identitarie che separano le nostre strade. Non possiamo non unirci al suo accorato appello: la burocrazia italiana non può porre la propria cappa asfittica persino sull’unico fenomeno dinamico che consente lo scambio agevole di informazioni e novità dalla Birmania agli Stati Uniti. I bloggers più temerari che volessero continuare questa folle impresa, potrebbero essere chiamati a rispondere, in caso di reato, di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. E’ una legge vergognosa e vi invitiamo a manifestare il vostro sdegno al diretto responsabile: levi_r@camera.it.

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Sinistra — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 02:11
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