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Zendebab Israel

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Il presidente della commissione Esteri e Difesa del parlamento iraniano, Alaeddin Boroudjerdi, ha annunciato la prossima installazione di tremila centrifughe atomiche nel paese. Oggi il capo del governo di Teheran ha rassicurato gli islamisti, dicendo: “Israele scomparirà presto”.

Il 27 Gennaio si commemorano le vittime dell’Olocausto. Bobbio dixit: «E’ accaduto, potrebbe succedere nuovamente».

(continua…)

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Attualità — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 21:31

Arrivano i “libberali”

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Bersani ha introdotto un nuovo termine nel lessico politico italiano: “lenzuolata”, indica tecnicamente un pacchetto di riforme contenente molteplici provvedimenti presentati dall’Esecutivo. Fin qui nulla di male, siamo abituati ai neologismi astrusi dai tempi di Aldo Moro, maestro nelle metafore enigmatiche e criptico presidente del Consiglio. Il problema è l’aggettivo “liberale”, vocabolo ormai inflazionato, divenuto patrimonio comune perfino all’ombra della quercia. Bersani è un galantuomo, su questo non v’è dubbio, ma presentare le misure adottate dal governo come un capolavoro politico in grado di slacciare il paese dai nodi corporativi, mi sembra un’ipotesi alquanto azzardata.

E’ evidente che la natura delle norme colpisce i poteri forti dello stivale: coloro che gestiscono – più o meno velatamente – gli equilibri bancari e gli assetti finanziari stanno tremando all’idea di doversi confrontare con Palazzo Chigi e scuotono inviperiti il proprio strumento di terrore di fronte a Prodi, sperando di arginare la deriva riformista dell’Unione. Poco importa se in mano hanno una banalissima pompa di benzina o poco più. Sono i titolari delle stazioni di servizio, non la Cgil, non le Coop, ad avere le chiavi di controllo corporativo del sistema. Il governo vede e provvede.

Tralasciando il sarcasmo, non si capisce perché rivitalizzare la concorrenza in un settore che ha già un soprannumero del 20,5% di stazioni di rifornimento rispetto agli altri paesi europei. La malizia è una cattiva consigliera, ma la liberalizzazione dei farmaci da banco, che ha preceduto quella di cui stiamo discutendo, è andata a vantaggio di un unico settore, quello cooperativo, che oggi beneficia di un altro piccolo contributo. Ovviamente è un caso, eppure i conti non tornano.

Soffermiamoci poi sullo splendido virtuosismo propagandistico che concerne l’abolizione dell’odioso balzello sulle ricariche telefoniche. Una mossa che tra circa un mese sarebbe stata presa dall’Authority competente. L’establishment del centro-sinistra ha ben pensato di modificare in prima persona la situazione, bruciando i tempi e ottenendo così i consensi di rito. Duole sottolineare l’amara realtà. Innanzitutto non si è mai vista una liberalizzazione dei prezzi dettata dallo stato (con buona pace della concorrenza). In secondo luogo l’effetto ottenuto è l’ira funesta dei gestori, che provvederanno in altri modi a recuperare la cifra (scatto alla risposta, aumento delle tariffe, costo di conversazione per unità di tempo).

Chi applaude a questi provvedimenti, dimenticando la disastrosa finanziaria tartassista, vada a ripescare le vituperate norme scritte da Marco Biagi sulla modernizzazione del mercato del lavoro. Capirà il senso del termine “liberalizzazione”.

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Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 18:45

La rivincita del feuilleton

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Mentre la critica letteraria, cinematografica e televisiva declina ineluttabilmente, mentre gli opinionisti del piccolo schermo sparano giudizi lusinghieri nei confronti di autentici obbrobri culturali, la grande stampa internazionale volge la propria attenzione al mondo della rete, tentando di innescare un rapporto pedagogico coi giovani lettori, attraverso la pubblicazione delle opere letterarie considerate “minori”.
Abbiamo specificato internazionale, perché basta visitare le pagine virtuali del Corriere o della Repubblica, i due pilastri dell’informazione italiana, per comprendere quale sia l’aspetto più degradante dei fogli nostrani: l’abbinamento Spettacoli&Cultura è tanto tedioso quanto angosciante e rivela, in ultima analisi, la profonda crisi linguistica che incancrenisce questo paese. Ma evidentemente il bacio saffico della Corvaglia merita più attenzione dei “Torrenti di Primavera” di Hemingway.
Diversa la linea adottata dal Washington Post, che ha deciso di ridare lustro al feuilleton, sia pure in edizione digitale. I romanzi a puntate appariranno in rete con regolarità, due volte a settimana, e i numeri arretrati saranno disponibili in un’apposita sezione online. La speranza dei curatori del progetto è che il web valorizzi il genere, recuperando testi spocchiosamente e sommariamente abbandonati da editori poco lungimiranti. Si obbietterà che le testate impegnate non possono concedere l’esiguo spazio della morente Terza Pagina a narrazioni di basso profilo. Sarà, ma vedere la Bellucci che discetta sul rapporto tra le donne ed il mondo della sessualità non è così gratificante come sembra.

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Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 18:24

L’Internazionale neocon

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«Voglio essere il presidente della Francia dei diritti dell’uomo: ogni volta che nel mondo una donna viene martirizzata, la Francia deve mettersi al suo fianco. Qualora gli elettori mi sceglieranno come presidente, la Francia sarà accanto alle infermiere bulgare condannate a morte in Libia. Sarà al fianco della donna che rischia la lapidazione perché sospettata d’adulterio. Sarà accanto alla perseguitata che viene costretta a portare il burqa, al fianco della infelice che è costretta a prendere un marito che non ha scelto, al fianco di quella ragazza alla quale il fratello proibisce di mettere una gonna, accanto al bambino che è venduto o che viene sfruttato. Non credo alla “realpolitik” che fa rinunciare ai propri valori per guadagnare contratti. Non accetto ciò che avviene in Cecenia o nel Darfour. Non accetto la sorte riservata ai dissidenti in numerosi Paesi. Non accetto la repressione contro i giornalisti che si vogliono imbavagliare. Il silenzio è complice. Non voglio essere complice di nessuna dittatura del mondo».

Nicolas Sarkozy.

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Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 22:03

Il terrorismo non si combatte

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DA-lemaCi risiamo. Sembra ridicolo e grottesco, ma l’amministrazione statunitense è nuovamente soggetta a dure critiche, dovute – stavolta – ai bombardamenti in territorio somalo. Una reazione spropositata, quella del fronte per l’inazione, che ha visto tra i principali protagonisti il nostro ministro degli Esteri.

Giudico risibili le obiezioni sollevate, poiché non ho ancora afferrato la linea ufficiale del governo italiano nella lotta al terrorismo. Ricapitoliamo: la guerra è sporca e immonda, poco fruttuosa se non controproducente; le azioni d’intelligence sono auspicabili, a patto che rispettino le norme del diritto internazionale e gli ordinamenti giuridici dei paesi interessati; le “operazioni di polizia” nei confronti dei capi di Al Qaeda sono astrattamente accettabili, purché non vengano meno le obiezioni sollevate alle due strategie precedenti. In quest’ottica la risposta delle democrazie all’offensiva islamista appare ispirata dal principio del quieto vivere, una via di mezzo tra la prostrazione e la pusillanimità. Se – infatti – il terrorismo non si combatte con l’uso della forza (Afghanistan ed Iraq), né con le extraordinary-rendition (caso Abu Omar e conseguente defenestrazione di Pollari), né – tanto peggio – con le operazioni internazionali (Somalia), allora il terrorismo verosimilmente non si combatte. E qui emerge il velleitarismo occidentale di chi non sa più fare la guerra, neppure per difendere principi cosmopolitici. Ci si straccia le vesti per Saddam Hussein, dimenticando le condanne a morte regolamente eseguite in Iran; si spara a zero sull’aumento degli effettivi a Baghdad, richiamandosi ad un piano Becker tanto inutile quanto comico (provate ad immaginare una trattativa con Teheran e Damasco nel bel mezzo di una situazione critica e chiedetevi: quale giocatore di scacchi è disposto ad accettare la patta nel momento in cui l’avversario ammette di essere in gravi difficoltà?); si protesta formalmente per i bombardamenti in Somalia, pretendendo che l’ipotesi di una richiesta d’estradizione al governo di Mogadiscio sia relativamente presa sul serio. La realtà quotidiana dimostra la miopia analitica del fronte progressista, che esige “altre” risposte da Washington, ma si dimostra totalmente incapace di formulare una strategia seria nel processo di distruzione delle cellule jihadiste. Viene in mente quella splendida frase di Ernst Bloch: “se i fatti contraddicono le teorie, tanto peggio per i fatti, noi la sappiamo più lunga”.

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Sinistra — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 00:59

Grazie Compagni

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In principio furono tempi bui. Poi venne Prodi e disse “luce”. Calarono le tenebre.

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Attualità, Satira — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 14:22

L’eredità craxiana, il partito democratico, la fase due: le vere novità della politica italiana

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«La nostra proposta intende produrre proprio un fatto nuovo, dinamizzare i rapporti politici, rompere la cappa soffocante che l’assetto di potere Dc-Psi sta calando sul paese. Una proposta che non vuole fare sconti o concessioni a nessuno. Tanto meno a Craxi. La nostra iniziativa anzi tende proprio a stringere il Psi, a mettere a nudo le sue ambiguità […] Riproporre oggi un processo aggregativo nuovo delle molte diverse forme della sinistra sommersa per una prospettiva di impegno etico e politico, significa riconoscere le molte culture di sinistra, assumerle e fonderle con la nostra esperienza in una originale nuova forma-partito capace di rappresentare bisogni, domande e aspettative della società di oggi. […] Nessuno intende abiurare nulla, né svendere alcunché, od omologarsi ad alcuno. La politica non può però fermarsi ad una pur nobile testimonianza; bisogna avere ogni giorno il coraggio di andare oltre, di innovare, di navigare in mare aperto».

Piero Fassino, intervento al congresso straordinario del Pci, novembre 1989.

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Sinistra — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 21:02
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