blog head

Conoscenza è libertà/11

Ascolta con webReader

Beatrice sconcerta l’anima del Sommo Poeta. Il testo è interpretato da Giorgio Albertazzi.

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

497 views

Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 18:46

I dubbi del popolo libanese

Ascolta con webReader

All’indomani del cessate il fuoco, dalle colonne di questo blog, posi una domanda precisa: Hezbollah ha vinto o perso la battaglia? La mia analisi partì da presupposti politici ben chiari ad ogni spettatore del teatro mediorientale: l’alleanza con la Triplice del terrorismo (Hamas, Siria ed Iran) ha permesso ai fondamentalisti musulmani di lanciare una sfida parallela agli Stati occidentali e ai regimi arabi “moderati” (questi, lungi dall’essere liberali, continuano ad intrattenere rapporti diplomatici con Europa e Stati Uniti, al fine di evitare punti di frizione che potrebbero danneggiare il ciclo economico, mettendo in discussione il primato dell’odierna classe dirigente). Da un punto di vista politico, data l’estensione del terreno di gioco e la portata del conflitto, conclusi sostenendo che sì – a mio giudizio – Nasrallah aveva vinto strategicamente. Con un ammonimento però: «l’esito non è definitivo». Ed, infatti, l’incognita dei civili di Beirut ha ribaltato, almeno in parte, le certezze dei miliziani del “partito di Dio”. Scrive Maurizio Molinari:

«Quando gli Hezbollah hanno organizzato la “Marcia della Vittoria” nei quartieri-roccaforte di Beirut Sud non si sono presentate che poche centinaia di fedelissimi mentre la seguente decisione di Nasrallah di regalare 12 mila dollari ad ogni famiglia con la casa distrutta è stata commentata sarcasticamente dal noto opinionista libanese Walid Abi-Mershed: “Gli Hezbollah hanno fatto pagare al nostro Paese un prezzo troppo alto, devono renderne conto”».

Proprio questa citazione offre alcuni spunti di riflessione. Nelle parole di Abi-Mershed vi è l’emblema del malessere di un popolo e di una comunità religiosa, composta – al 40% – da sciiti, che s’interrogano su come è potuto accadere che una formazione politica si ergesse ad interprete della volontà popolare, trascinando la nazione in una sciagurata guerra. Il “pentimento” del leader delle milizie, che in un intervento televisivo ha sconfessato l’imprudente rapimento dei 2 effettivi dell’esercito israeliano, va letto in tal senso: è un marcia indietro, una reazione tartufesca di fronte alle perplessità di una base che comincia a mettere in discussione non soltanto la strategia, ma persino la leadership del movimento.

506 views

Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 18:40

Conoscenza è libertà/10

Ascolta con webReader
Wake of the Ferry

[John Sloan -Wake of the Ferry]

E’ possibile relegare nell’oblio una tragedia nazionale? Si puo’ cancellare dalla memoria storica di una comunità umana un avvenimento drammatico, che ha sancito l’assoggettamento ad un regime criminale? Sono domande dalle risposte ovvie, quelle appena esposte, ma che comportano riflessioni su cui spesso – per pigrizia o per opportunismo politico – ci rifiutiamo di indugiare.

Mezzo secolo è trascorso dai moti di Budapest e, nei palazzi che compongono l’ossatura storica del paese, si respira un altro clima. Una brezza diversa, occidentale, consumista, basata sui fast-food e su qualche centro commerciale, attraversa il paese.

Per ripercorrere quanto accadde in quei tragici giorni d’offensiva militare, un attacco spaventoso – condotto da oltre 2000 carri armati – volto a distruggere l’autonomia della civiltà magiara, è utile riportare alla mente e agli occhi del lettore documenti di cronaca, per eliminare quella patina opaca che porta ad analizzare con distacco storico-statistico le repressioni. L’articolo firmato da Luigi Fossati, corrispondente de l’Avanti!, offre uno spaccato della situazione. Nel pubblicarlo, custodisco la speranza di smantellare il «realismo socialista», ossia la descrizione idealizzata della realtà sovietica.

«L’episodio più tragico della prima repressione sovietica, una vera carneficina, si verifica sulla piazza del Parlamento, la mattina del 25 ottobre. Tre carri armati sovietici, d’improvviso, si mettono a sparare su alcune migliaia di persone ammassate per dimostrare solidarietà al governo Nagy. I carri avanzano alla cieca, travolgono decine di manifestanti. Arrivano a sirene spiegate le ambulanze, ma anche gli infermieri si arrestano terrorizzati davanti alle scene della strage. La notizia dello scempio in piazza del Parlamento fa subito il giro di tutta Budapest, accende gli animi, rinforza i distaccamenti rivoluzionari: i carri armati e le autoblindo dell’esercito invasore vengono presi d’assalto, ne resteranno decine e decine (alla fine della rivolta, oltre trecento) bruciacchiati e immobili al centro delle strade. Il tributo di sangue pagato dagli insorti è enorme. Nei parchi e nei giardini della capitale si scavano le fosse comuni. Sui luoghi degli scontri vengono accese centinaia di candele per ricordare i morti».

533 views

Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 00:03

Conoscenza è libertà/9

Ascolta con webReader

Nel nostro paese il Romanticismo fu un’aspirazione alla libertà letteraria, morale e politica. Ma quali sono i caratteri universali della bellezza romantica? (continua…)

457 views

Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 17:12

Truppe francesi e intese bancarie

Ascolta con webReader

Qui il podcast della rassegna stampa.

461 views

Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 12:15

Neve al sole

Ascolta con webReader

Paola Binetti è ancora l’incubo di Capezzone, ma dopo il meeting di Rimini i radicali possono dormire sonni tranquilli. La senatrice della Margherita ha, infatti, collezionato due pesanti sconfitte. La prima, quella politica, è dovuta al ridimensionamento delle sue dichiarazioni da parte dell’establishment della sinistra, da Pecoraro Scanio a Boselli, passando per Russo Spenoltrepaa e Marco Rizzo. Prodi ha taciuto, ma l’imbarazzo del cattolico adulto per antonomasia, dopo il tafferuglio scoppiato alla kermesse, non deve aver fatto granché sorridere gli uomini del Professore. Il secondo insuccesso, più pesante, è quello incassato sul fronte cattolico. L’assicurazione secondo cui «per l’attuale governo i Pacs non sono all’ordine del giorno» non ha tranquillizzato la platea ciellina. La stessa moderatrice dell’incontro, Caterina Tartaglione (presidente del SIDEF), ad intervento finito ha precisato:

«E’ fondamentale non equiparare le coppie di fatto alla famiglia, ma per noi del forum e del sindacato delle famiglie questo non basta. Occorre che ci sia una chiara scelta della politica».

A questo punto le vacillanti istanze cattoliche dovranno essere tutelate e ribadite da politici di lunga esperienza, come i dirigenti dell’Udeur o Rutelli, che – almeno apparentemente – hanno fatto della difesa dell’istituto familiare il perno stesso della loro azione politica nella coalizione. Ho scritto “apparentemente”, e tengo a sottolinearlo, perché già in occasione dello strappo di Mussi (col ritiro italiano dalla dichiarazione etica sull’uso delle cellule staminali embrionali nella ricerca), l’area centrista dello pseudo-partito democratico che verrà ha mostrato le sue pesanti debolezze, avallando una decisione grave sia dal punto di vista morale, sia dal punto di vista legale (non si capisce – infatti – secondo quale logica all’interno dei nostri confini si salvaguarda la vita fin dal suo stato originale, mentre nel contesto europeo i quattrini dei contribuenti italiani debbano essere utilizzati regolarmente per finanziare ricerche che comportano la distruzione degli embrioni).

Su questi temi delicati il centro-sinistra non ha una maggioranza propria. E’ simile ad una barca fluttuante tra le onde provenienti da destra e da sinistra. L’unica soluzione per oltrepassare il guado è il dietrofront di almeno una delle parti. Ma se l’intransigenza dovesse subentrare alla ragion governativa?

449 views

Attualità, Sinistra — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 18:47

Israele, Lampedusa e l’Ucoii.

Ascolta con webReader

Qui il podcast della rassegna stampa.

419 views

Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 11:32
Pagina successiva »
Creative Commons License
www.peppelombardo.com by Giuseppe Lombardo is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License| powered by WordPress with Barecity