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Cana e lo spettro delle responsabilità inverse

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Se le libertà individuali vengono conculcate in una cappa repressiva creata ad arte da un paese straniero, si puo’ parlare di pace? Se il popolo di una nazione è ridotto alla mercè di alcune milizie fondamentaliste senza possibilità di riscatto, in barba alle risoluzioni Onu e con buona pace della comunità internazionale, si puo’ esprimere gratitudine verso il gruppo terroristico che impedisce una convivenza civile con altri popoli della medesima regione?

Tali quesiti hanno attanagliato la mia mente dopo il ringraziamento di Siniora agli uomini di Hezbollah. Un gesto insulso, frutto (ci auguriamo!) della concitazione del momento, che rischia di acuire le distanze sul tavolo delle trattative di pace, compromettendo il precario e paziente lavoro svolto dalle ambasciate diplomatiche di tutto il mondo : la vittima rispettosa del carnefice è, infatti, quanto di più grottesco si possa immaginare.

L’attacco di Cana ha colpito l’immaginario collettivo. L’impatto mediatico che la morte dei civili comporta supera notevolmente l’analisi lucida sulla realtà locale. Eppure anche i più accesi ed onesti “equivicini” dovranno riconoscere prima o poi l’escalation cronologica degli avvenimenti. Sì, perché il titolare di questo blog aveva già paventato l’eventualità di una situazione del genere:

«Per ampliare la portata del conflitto, per viziare i giudizi della belluina burocrazia europea, contestualmente hanno posto i propri missili in luoghi civili, mettendo a repentaglio e condannando a morte certa almeno una piccola parte dell’inerte popolo libanese».

Con un aggravante : Cana non era esclusivamente un luogo di detenzione delle armi. Era una “base operativa” degli Hezbollah. Questo video, segnalato da Tblog, in cui si vede chiaramente la sequenza grafica dei lanci missilistici operati dagli uomini di Nasrallah, è in tal senso emblematico, giacché rivela le responsabilità effettive della strage. Domanda : della morte dei civili sono responsabili coloro che tentano di colpire dei pericolosi terroristi, con azioni belliche mirate, o, piuttosto, quanti pongono i pericolosi arsenali in zone normalmente immuni dalle operazioni militari?

 

Resta inoltre una pesante incognita sollevata da Amir Eshel, capo del quartier generale delle forze aeree a Tel Aviv :

«L’attacco alla struttura nel villaggio di Qana ha avuto luogo tra la mezzanotte e l’una del mattino. Il lasso di tempo tra l’orario dell’attacco e l’orario del crollo dell’edificio (otto del mattino, n.d.G.L.) non è chiaro».

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Attualità — Giuseppe Lombardo @ 22:10

Triste realtà

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Tutta colpa di Moggi e Galliani…

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Attualità, Sport — Tag:, — Giuseppe Lombardo @ 19:46

Conoscenza è libertà/3

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C.E.GaddaVanità volgare nella vita sociale della borghesia lombarda.

«Camerieri neri nei “restaurants”, avevano il frac, per quanto pieno di padelle: e il piastrone d’amido, con cravatta posticcia. […]

Si, si erano consideratissimi, i fracs. Signori seri, nei “restaurants” delle stazioni, e da prender sul serio, ordinavano loro con perfetta serietà “un ossobuco con risotto”. Ed essi, con cenni premurosi, annuivano. E ciò nel pieno possesso delle rispettive facoltà mentali. Tutti erano presi sul serio: e si avevano in grande considerazione gli un gli altri. Gli attavolati si sentivano sodali nella eletta situazione delle poppe, nella usucapzione d’un molleggio adeguato all’importanza del loro deretano, nella dignità del comando gli uni si compiacevano della presenza degli altri desiderata platea e a nessuno veni fatto di pensare, sogguardando il vicino “quanto è fesso!”. Dietro l’Hymalaia dei formaggi, dei finocchi, il guardialsala notificava le partenze: “¡Para Corrientes y Reconquista! ¡Sale a las diez el rápido de Paraná! ¡Tercero andén!”. (continua…)

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Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 18:59

Conoscenza è libertà/ 2

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La sublime maschera del rione Sanità. (continua…)

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Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 19:20

La matematica è un’opinione

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Comico o ridicolo. Selezionate l’aggettivo che ritenete più opportuno per indicare l’atteggiamento del governo Prodi, durante la seduta dedicata al rifinanziamento della missione in Afghanistan. Ponderate bene, perché la grossolana situazione dovrebbe far riflettere tutti.

Alla vigilia del voto, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, ha comunicato la decisione presa dall’Esecutivo durante la riunione del consiglio dei ministri, tesa a ribadire l’autonomia di

«una maggioranza autosufficiente. O si dimostra che la maggioranza c’è o è finita, si torna al voto».

Come dimostrare la compattezza della coalizione, se non ponendo la fiducia su uno dei provvedimenti che più lacerano la gauche italiana? E’ come se Myke Tyson, per manifestare la propria superiorità fisica nell’arte della lotta, improvvisamente stabilisse di ricorrere al doping, con buona pace dell’equilibrio fisico del suo massiccio corpicino, giacché i muscoli “o servono o è finita”.

Uno pensa : l’indecenza è compiuta, inutile piangere sul latte versato. Anziché tentare una strategia bipartisan, un dialogo sulle direttive internazionali del nostro Paese che sia realmente trasversale, condiviso dai due terzi del Parlamento, preferiscono “inquadrare” la propria maggioranza per evitare che il Signor Tentenna seduto a Palazzo Chigi possa risvegliarsi direttamente di fronte al Bar Giolitti, nel ruolo di spazzino. Invece il peggio deve ancora arrivare. Sì, perché a Palazzo Madama – su un provvedimento così delicato – i voti necessari per approvare il rifinanziamento della missione, il centro-sinistra non li ha!

Come uscire dal guado? Semplice : consumando un abuso. In aula i voti dell’alleanza pseudoprogressista sono 159, i presenti 322, da cui vanno decurtati 4 senatori in missione. Il quorum, pertanto, è 160. Franco Marini (detto Francesco in barba all’anagrafe) stabilisce arbitrariamente che il Presidente non è votante, ma è presente, quindi i voti conseguiti sono sufficienti e determinanti. L’arbitro sveste la maglietta di garante super partes, indossa il completino rosso e si mette al soldo del potere.

Parlare di dittatura del Professore è da sciocchi o da forsennati. Mettere all’indice l’abuso, rilevando la forzatura delle regole democratiche e l’inconsistenza politica di un esecutivo che, dopo appena tre mesi di lavori, blinda i principali decreti ogni qualvolta s’inizia a discutere, è doveroso e necessario.

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Attualità, Sinistra — Tag:, , — Giuseppe Lombardo @ 19:01

Conoscenza è libertà

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Prendo spunto da un’eccellente iniziativa di Domenico Naso, per immergermi dolcemente nel mare della letteratura. (continua…)

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Senza categoria — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 01:06

Una scelta obbligata

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Israele sta affrontando un nemico potente e pericoloso, una rete terrorista che illegalmente si è appropriata della parte meridionale di uno stato confinante. Lo sta facendo senza remore, forte della coesione politica presente nella società civile. Il sequestro di due militari dell’esercito all’interno dei propri confini era un’infamia che qualunque capo di stato, Olmert incluso, non avrebbe potuto accettare.

Tuttavia le guerre hanno sempre diverse “giustificazioni”, ossia tre o quattro priorità che inducono un paese ad aprire frontalmente le ostilità. Nello specifico, l’esecutivo israeliano, valutando costi e benefici, ha avallato l’azione militare per alcune questioni di primaria importanza, che mettono in discussione l’esistenza stessa della propria comunità, ovvero : la minaccia degli attacchi missilistici e la presenza di un quadrilatero perverso (Iran-Siria-Hamas-Hezbollah) devoto al culto dell’antisemitismo. Un rinvio sine die, una cieca e stupida fiducia nell’Organizzazione delle Nazioni Unite, avrebbe rafforzato i militanti del Partito di Dio, col rispettivo arsenale distruttivo custodito nella totale impunità. Le operazioni, pertanto, sono frutto di un preciso disegno, di una strategia difensiva che mira a decapitare i vertici dell’organizzazione terrorista.

Qual è il problema? Gli uomini di Nasrallah colpiscono deliberatamente e indiscriminatamente i “sionisti”, considerati usurpatori e criminali ante litteram. Per ampliare la portata del conflitto, per viziare i giudizi della belluina burocrazia europea, contestualmente hanno posto i propri missili in luoghi civili, mettendo a repentaglio e condannando a morte certa almeno una piccola parte dell’inerte popolo libanese.

Israele è un avamposto di democrazia e libertà in tutta la regione. Tale postulato, che perversamente tendiamo ad eludere, non dovremmo mai dimenticarlo.

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Attualità — Tag: — Giuseppe Lombardo @ 18:37
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