Insisto, insisto, insisto: è un’indecenza
Non so se Giovanardi, con quelle pesanti espressioni sulla pratica nazista dell’eutanasia infantile olandese, mirasse semplicemente a far propaganda, a guadagnar vino e tarallucci per la propria bottega politica. Tendo ad escluderlo per due motivi. Innanzitutto, con la nuova legge elettorale, il posto da deputato viene assegnato in base alla graduatoria stilata dal segretario di partito. Non essendoci le preferenze dunque i candidati non possono misurare il loro personale consenso. Viene meno, in altri termini, quello spirito di contrapposizione interna che puo’ spingere ad attirare l’attenzione della pubblica opinione per ragioni di mera visibilità. In secondo luogo, non ritengo la discussione fruttuosa : temi come l’eutanasia, l’aborto, la ricerca scientifica spaccano il Paese e gli stessi elettori dei partiti. Certo, difficilmente un democristiano abbandonerà Casini per le posizioni espresse da Giovanardi, ma è fuor di dubbio che – per ogni dichiarazione palesemente fuori dalla solfa del politically correct – inevitabilmente si acuirà il dissenso di un’altra parte importante di elettori.
Questa premessa, che mi è parsa doverosa alla luce di alcune obiezioni poste a quanti – come il sottoscritto – ritengono una pratica barbarica quella sancita dalla legislazione olandese, è utile : non mi piace la dietrologia, preferisco, sommessamente, stare alla realtà. Ed i fatti parlano chiaro.
Il protocollo di Groningen, un testo redatto dal dottor Eduard Verhagen per informare sulle linee guida che avevano condotto l’ospedale presso cui esercita la sua professione alla soppressione di ventidue neonati disabili tra il 1997 ed il 2004, prefigura la possibilità di eutanasia non soltanto per i neonati destinati a morte certa, ma anche per quanti affetti da «gravissime patologie per le quali la sopravvivenza è confinata dietro terapie intensive» e finanche per i neonati cui si prevede una pessima «qualità della vita». A chi ci si riferisce in quest’ultimo caso? A circa 20 – 30 bambini sottoposti alla pratica della dolce morte. La cifra non è né eclatante, né tanto meno rilevante : fosse stato anche uno solo il soggetto colpito, meriterebbe identica battaglia.
Piaccia o meno, questi sono i fatti. Si puo’ poi legittimamente discutere su quanto l’eutanasia in sé possa essere considerata una pratica “moralmente corretta”, ma si amplierebbero enormemente le maglie della discussione, mettendo nel calderone tanti e tali argomenti da annacquare lo stato delle cose, ossia la pratica aberrante dell’eutanasia infantile olandese. Ho già sottolineato, in altri interventi, la peculiarità del carattere singolare del suicidio assistito, messo in secondo piano nel caso che stiamo analizzando. Benché tale principio sia di vitale importanza, non è questo il momento per ritornarci su. Mi preme, invece, sottolineare un altro aspetto : in Europa si tende a considerare fondamentale la forma e irrilevante il contenuto. Si usa, di conseguenza, la forca col ministro dei Rapporti col Parlamento, ma si evita accuratamente lo scontro frontale, la battaglia per il primo diritto civile, quello dell’inviolabilità della vita umana, nei riguardi dei difensori del protocollo di Groningen. Si tenta, per dirla chiaramente, di deviare la pubblica attenzione dal nocciolo della discussione. Affinché tali sofismi vengano archiviati una volta per tutte, ricorro ad una citazione semplificatrice :
«I Paesi Bassi non possono ignorare quest’orrore: i medici olandesi uccidono un gran numero di bambini ogni anno e giustificano un tale abuso fondamentale dei diritti umani facendo appello al concetto essenzialmente discriminatorio secondo cui essi sarebbero in grado di decidere che la vita di un altro essere umano è di una qualità così insufficiente da non valere la pena di essere vissuta. In questo senso, il programma di infanticidio olandese è esplicitamente analogo all’omicidio del piccolo Knauer avvenuto nel 1938. A meno che non si decida di rivedere la valutazione storica di quel crimine e non si dichiari che l’autorizzazione all’eutanasia di Knauer rilasciata da Hitler è stata pietosa e giusta, il programma sistematico di eutanasia infantile sostenuto dai Paesi Bassi dovrebbe essere condannato universalmente e con forza».
Le parole di Wesley J. Smith, pubblicate sulle colonne del Weekly Standard e tradotte in italiano dal Foglio, vi servano come spunto di riflessione, per identificare in futuro chi sta dalla parte della Vita e chi no.
156 views









