Purtroppo questa donna riesce a suscitare ilarità solo quando è seria. Il Corriere della Sera, piaccia o meno il tempio del giornalismo italiano, il quotidiano “istituzionale” che ha ospitato sulle sue colonne articoli di grandi penne, quali Indro Montanelli, Oriana Fallaci e Leonardo Sciascia, pubblica oggi una lettera al vetriolo di Santa Sabina Martire dell’Informazione. In breve il suo spunto riflessivo può essere così sintetizzato e tradotto: sono tutti corrotti, sono tutti ladri, solo i girotondi hanno il fascino della rettitudine morale; i magistrati devono essere tutelati, in quanto unica risorsa dell’Italia repubblicana; la Costituzione non può essere modificata, né oggi né mai; Veltroni è bollito e anche Di Pietro risulta un po’ insipido; Berlusconi poi è un ladro e con lui ogni cittadino che si riconosce nelle sue politiche; la salvezza dell’Italia è l’intellighenzia, l’unica luce di speranza in un mondo tetro dove prevalgono le tenebre, l’unica categoria capace di staccarsi dal lerciume nazionale per poter discettare e stabilire cosa è giusto nell’interesse supremo del popolo italiano (evidentemente privo di intelligenza, se ha eletto nuovamente il Cavaliere). Purtroppo l’esercizio di tutela delle libertà costituzionali invocato da Santa Sabina risulta vano e vagamente retorico, specie nell’attuale contesto politico. Strano regime, quello in cui il presunto duce viene apostrofato come magnaccia in diretta televisiva. Strano regime, quello in cui sul servizio pubblico un giornalista definisce semanticamente corretta l’interpretazione del termine magnaccia, sulla base delle intercettazioni indebitamente pubblicate dalla stampa. La lettera al Corriere ricorda nei toni e nello stile la vecchia Pravda sovietica, l’organo deputato ad interpretare ufficialmente la Verità.














Strano regime in uno strano Paese. Uno strano Paese dove uno sprovveduto, come me, ricorda che all’epoca della (lontana) battaglia di Fini per essere eletto a Sindaco di Roma, Berlusconi affermò: “io avrei votato per Fini”. Il Berlusconi sancì in tale modo e definitivamente la sua appartenenza politica.
Sulla scia di questo ricordo, mi sono spesso posto un interrogativo: e se avesse detto “io avrei votato per Rutelli” scegliendo così l’opposto schieramento ?
Sarebbe stato fatto “santo subito” o avrebbe fatto la stessa fine che oggi gli vuole far fare la sinistra ?
Un intervento illuminante questo.. una sola è la risposta: non ha scelto Rutelli, quindi tutto il resto è un puro esercizio di brinstorming che potrete esercitare, ma che non porterà ad alcun risultato!