La smorfia come programma

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Pensavate che le vittorie calcistiche e i trionfi sportivi fossero frutto di sacrificio, concentrazione, allenamento fisico e tecniche di gioco sofisticate? Pensavate, in altre parole, che Mourinho fosse lo special one e che Carletto Ancellotti potesse legittimamente vantare il titolo di re di coppe? Vi sbagliavate. Stando alla ricostruzione di Velina Rossa, l’agenzia informativa d’area dalemiana, la prestazione di ieri degli Azzurri di Donadoni non è frutto di una congiuntura sfavorevole, dell’incapacità del commissario tecnico o dell’insoddisfacente reattività dei giocatori. La colpa è del primo ministro. Solo sua.

Data la brillante capacità analitica, poi ci si chiede perché stanno all’opposizione.

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One Response to La smorfia come programma

  1. Paolo Merolla dicono:

    Ahah, hai proprio ragione!

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