Un presidio antifascista. Urla. Slogan. «Camerata basco nero il tuo posto è al cimitero». Minacce. «Premi con forza la faccia dell’Augusta per capire che pensa». Striscioni: «Via i nazi-fascisti dall’Università». Lanci di uova.
E’ un vergognoso revival degli anni ’70, una caccia all’uomo, in questo caso una giovane ragazza di Torino – Augusta Montaruli – colpevole per “giustiza proletaria” di essere dirigente di Azione Giovani, pesante capo d’accusa. A lei volge il nostro pensiero e la nostra solidarietà, certi – come siamo – che il grembo fertile della madre degli imbecilli non sposterà di una virgola la fermezza degli amici piemontesi. Ci chiediamo però se questo clima sia accettabile, se gli autonomi e i giovani della sinistra ormai extraparlamentare potranno permettersi anche in futuro il lusso di ricordare l’accoglienza riservata da alcune anime belluine al Pontefice, in occasione dell’apertura dell’anno accademico alla Sapienza. Ci interroghiamo sulla reale comprensione di questa stridente intolleranza giovanile da parte dell’establishment politicamente corretto. Per curiosità, dovremo tollerare tutto questo finché non ci scapperà il morto?













