
Degenera la situazione in Birmania. Centinaia di monaci sono stati arrestati alle prime ore del mattino, durante un attacco squadrista organizzato dalle truppe militari presso un monastero a est di Yangon. Nella medesima cittadina, secondo fonti locali, almeno 5 uomini di fede sono stati brutalmente assassinati durante la giornata di ieri, nonostante il bilancio della radio di stato non vada al di là d’un morto ed un ferito. Fra le vittime, almeno due bonzi sarebbero caduti in seguito ai colpi di manganello inflitti dalla polizia. I “rappresentanti dello stato”, già ieri, avevano caricato il corteo con bastoni e lacrimogeni, nel tentativo di intimorire gli animi irrequieti che non accennano a placare le proteste.
Quando parliamo della situazione politica-sociale della Birmania, non dobbiamo dimenticare l’importanza assoluta che detiene la spiritualità nell’ambito di questa sfera. Nel recente passato il regime aveva sempre mantenuto un fitto dialogo con i monaci, riconosciuti unanimemente dalla società civile come depositari di una dottrina che trascende i limiti del materiale e del terreno. Le proteste di questi giorni hanno segnato inevitabilmente l’avvento di una nuova era e la sconfessione, da parte dei buddisti, del governo dispotico che attanaglia il paese. Non si sottovaluti quest’aspetto: il gesto probabilmente più eclatante, compiuto dalle autorità spirituali, è stato la donazione delle offerte ricevute ai guerrieri dell’esercito, in tazze rovesciate. La solennità del gesto è implicita, perché equivale ad una sorta di scomunica, nel tentativo – non tanto remoto – di creare una vera e propria frattura all’interno delle forze dell’ordine.
Frattanto il regime di Naypyidaw sta dedicando le proprie attenzioni anche all’impatto mediatico della vicenda: stamane il Traders Hotel è stato perquisito da cima a fondo, in cerca dei giornalisti stranieri che hanno portato le notizie della protesta in tutto il globo. Fonti ospedialere hanno comunicato che il giornalista giapponese rimasto vittima negli scontri di piazza sarebbe deceduto.













