Trattare i giornalisti come figurine della Panini è possibile. Basta chiedere informazioni al nostro ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, che preventivamente ammette o rifiuta la presenza d’inviati dei vari quotidiani a seconda del ritratto politico tratteggiato da questi ultimi. A farne le spese stavolta è stato un collaboratore de La Stampa, foglio posto all’indice dell’inquisizione da quando ha pubblicato l’indiscrezione su ipotetici conti esteri intestati all’ex presidente della Quercia. Il problema è che il cartellino rosso non viene sventolato sull’uscio di casa, ma da un aereo di Stato. Fatto assai grave, in barba al pluralismo e alla libertà d’espressione.













