6 Responses to Io adoro quel quotidiano

  1. endriu dicono:

    occhio a nn cadere nel vago e nel “giornalismo” belpietrista.. il link da te riportato è riferito all’articolo post ballottaggi, nel quale oltretutto è riportata a chiare lettere la frase “Dopo la netta vittoria di quindici giorni fa, il centrodestra conserva i suoi Comuni”.. del resto non penso sinceramente che “La Repubblica”, pur orientata, possa essere considerata faziosa.. non mi pare proprio di poter paragonare un giornalista vero come Ezio Mauro ad altra gente capitanata dal direttore su menzionato…

  2. Endriu a me pare proprio di sì: la differenza è che Belpietro è rozzo nei suoi atteggiamenti e legittimamente procura l’orticaria, Mauro ha preferito una linea più chic per evitare di sporcarsi di fango, sì da risultare quasi al di sopra delle parti. Minuzie da ambo le parti: preferirei fossero manifestamente militanti.

  3. endriu dicono:

    su questo, mi dispiace, ma mi trovi completamente in disaccordo! Evidentemente la Repubblica è un giornale tendenzialmente di sinistra, ma l’obiettività e soprattutto l’etica professionale dimostrata da sempre è innegabile; tutti i giornalisti de la Repubblica hanno sempre dimostrato la capacità di critica, anche severa, nei confronti di tutti i politici di tutte le fazioni; e soprattutto è uno dei pochi giornali (assieme all’Espresso a livello di settimanali) che continua con la bellissima tradizione delle indagini giornalistiche serie, mirate e non sugli scoop scandalistici che ogni giorno di più vengono spacciati da “giornalai” come grandi esclusive;
    Di Belpietro preferisco non dir nulla penso che il continuo servilismo dimostrato sia un insulto insopportabile verso chi quel giornale lo fondò…

  4. D’accordo su Belpietro (fatta salva la redazione del Giornale composta da grandissimi elementi), in pieno disaccordo su Repubblica, quotidiano che ciclicamente fa tintinnare le manette, che non ha scritto una riga una sul processo sme dopo l’assoluzione di Berlusconi, che continua ad attaccare Speciale (vedi l’edizione oggi in edicola) senza minimamente spiegare perché allo stesso generale era stato riservato un posto alla Corte dei Conti da questo governo.
    Mettiamola così: se fossimo d’accordo su tutto, uno di noi due sarebbe superfluo ;)

  5. endriu dicono:

    Speriamo di non essere superflui entrambi :) ,
    comunque, semplicemente per rispondere, basta andare ad analizzare l’edizione de la Repubblica del 27 aprile, anche on line, per trovare un articolo dedicato all’assoluzione di Berlusconi con tanto di interviste a vari politici (Prodi Bonaiuti..) al tempo l’avevo letto ed infatti l’ho trovato immediatamente. Sull’altro tuo appunto sono d’accordo sulla pessima condotta del governo, ma non sul fatto che un giornale non possa muovere critiche ad un generale, purchè, ovviamente, queste critiche siano fondate! Del resto la discussione in aula della scorsa settimana ha dimostrato una volta di più come la classe politica di questo paese sia di bassissimo livello (e questa è una critica bipartisan).
    Infine sinceramente sostenere che la redazione del giornale sia composta da grandissimi elementi è azzardato semplicemente perchè i veri giornalisti, quelli veramente grandi, pur se orientati politicamente, non sono ciechi e soprattutto prostrati al volere del padrone ma mantengono sempre un’obiettività che deve essere al di sopra delle parti…

    Proprio per questo i grandi giornalisti sono veramente pochi..

  6. Endriu era ovvio che io mi riferissi agli editorialoni di Bocca o ai sermoni di mastro Scalfari, non ai reportage di cronaca giudiziaria e/o politica. Se non avessero completamente riportato la notizia, c’era da gridare al minculpop :D
    Repubblica ha la massima libertà editoriale garantitagli dall’articolo 21 della nostra Costituzione, tuttavia è singolare che le accuse a Speciale vengano mosse proprio ora, in questo contesto. Tra l’altro c’è anche un retroscena divertente: se scruti attentamente la prima pagina di mercoledì tredici, noterai che nel medesimo spazio riservato a Speciale il giorno seguente, vi è un articolo firmato da Tony Blair dedicato – pensa un po’ – alla “stampa come bestia selvaggia”, rea (tra l’altro) di sparare sentenze e infamie senza curarsi delle conseguenze.
    Sulla redazione Giornale, infine, credo che le tue osservazioni siano dettate più dall’istinto che dal confronto. Tra quotidiano d’opinione e quotidiano di partito esiste una bella differenza, ma su questo credo dovresti dibatterne con Mario, già vice direttore (da me stimato) del suddetto quotidiano.

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