L’Ulivo dei talebani

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Confrontate scrupolosamente queste due dichiarazioni. Sovrapponetele e soffermatevi a riflettere.


«E’ difficile pensare ad una conferenza di pace che non veda sedere intorno allo stesso tavolo tutti i protagonisti, in modo che questi possano guardarsi negli occhi e decidere insieme come uscire da una situazione così drammatica».

Piero Fassino, l’Unità, 17 Marzo.

«Lo hanno soffocato con una sciarpa e gli hanno tagliato la testa sotto i miei occhi. E’ stato terribile, terribile. Il collega afghano accanto a me ha cominciato a piangere, con le bende agli occhi, messo in ginocchio nel deserto, le mani legate dietro, poi hanno cominciato a dire “In nome dell’islam” e compagnia cantando. Prendevano questo povero cristo e lo soffocavano nella sacca e gli tagliavano proprio la testa. Poi pulivano il coltello sul suo vestito. Io tremavo ovviamente, perché pensavo adesso tocca a me».

Daniele Mastrogiacomo, Corriere della Sera, 19 Marzo.

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