L’Internazionale neocon

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«Voglio essere il presidente della Francia dei diritti dell’uomo: ogni volta che nel mondo una donna viene martirizzata, la Francia deve mettersi al suo fianco. Qualora gli elettori mi sceglieranno come presidente, la Francia sarà accanto alle infermiere bulgare condannate a morte in Libia. Sarà al fianco della donna che rischia la lapidazione perché sospettata d’adulterio. Sarà accanto alla perseguitata che viene costretta a portare il burqa, al fianco della infelice che è costretta a prendere un marito che non ha scelto, al fianco di quella ragazza alla quale il fratello proibisce di mettere una gonna, accanto al bambino che è venduto o che viene sfruttato. Non credo alla “realpolitik” che fa rinunciare ai propri valori per guadagnare contratti. Non accetto ciò che avviene in Cecenia o nel Darfour. Non accetto la sorte riservata ai dissidenti in numerosi Paesi. Non accetto la repressione contro i giornalisti che si vogliono imbavagliare. Il silenzio è complice. Non voglio essere complice di nessuna dittatura del mondo».

Nicolas Sarkozy.

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One Response to L’Internazionale neocon

  1. Tudap dicono:

    Si vede che non è un francese doc (padre ungherese)!
    Cmq spiace dirlo ma Fini purtroppo non gli si avvicina neanche

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