Conoscenza è liberta/13

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“I Turcs tal Friul” è una piccola opera d’arte sottovalutata. Un dramma teatrale, scritto da Pier Paolo Pasolini nel 1944, che rievoca l’invasione turca del 1499. Non sfugga il nesso storico: l’autore implicitamente paragona l’occupazione nazista alle malefiche scorribande compiute dagli arabi sul suolo europeo. Purtroppo il testo, politicamente scorretto, è stato pubblicato postumo soltanto nel 1976. Di seguito trovate la celebre “prejera”.

«Crist pietàt dal nustri paìs. No par fani pì siors di chel ch’i sin. No par mandàni ploja. No par mandàni soreli. Patì cialt e freit e dutis li tempiestis dal seil, al è il nustri distìn. Lu savìn! Quantis mai voltis che ta chista nustra Glisiuta di Santa Crous, i vin ciantat li litanis, parsè che tu ti vedis pietàt da la nustra ciera! Ma vuei i si necuarzìn di vei preàt par nuja; vuei i si necuarzìn che Tu ti sos massa pì in alt e da la nustra ploja e dal nustri soreli e dali nustris briis. Vuei a è la muart c’a ni speta cà intòr. Ma di-n-dulà vegnia che muart? Di-n-dulà, e parsè, duta chista zent foresta vegnia a meti in pericul chista nustra puora vita, sensa pretesis, sensa ideai, spenduda doma che a lavorà e a

patì?

Ma nu i si recuardàn che n’altra volta, tanciu sècui fa, quant che il Turc al à brusàt e distrut dut il Friul, Tu ti às vut pietàt dal nustri paìs, ti as fat il miracul di salvalu. E nu i sin enciamò contens par chel miracul e i Ti rengraziàn enciamò, adès c’a son passàs àins e àins e àins. Ma sint, se bon odòur c’al sofla dal nustri paìs! Sempri chel! Odòur di fen e di erbis bagnadis; odòur di fogolars; odòur ch’i sintìvin di fantassins tornànt dai ciamps. Slontàna n’altra volta il perìcul e la muart, lassini cà enciamò a vivi e patì e preaTi e murì in pas».

«Cristo, pietà per il nostro paese. Non per farci più ricchi di quello che siamo. Non per mandarci la pioggia. Non per mandarci il sole. Patire il caldo e il freddo e tutte le tempeste del cielo, è il nostro destino. Lo sappiamo! Quante altre volte in questa nostra Chiesetta di Santa Croce, abbiamo cantato le litanie, perché tu avessi pietà della nostra terra! Ma oggi ci accorgiamo di aver pregato per niente; oggi ci accorgiamo che Tu sei molto più in alto sia della nostra pioggia sia del nostro sole sia delle nostre preoccupazioni. Oggi c’è la morte che ci aspetta qui attorno. Ma da dove viene quella morte? Da dove, e perché, tutta questa gente straniera viene a mettere in pericolo questa nostra povera vita, senza pretese, senza ideali, spesa solo a lavorare, a pregare e a patire? Ma noi ci ricordiamo che un’altra volta, tanti secoli fa, quando i Turchi hanno bruciato e distrutto tutto il Friuli, _ Tu hai avuto pietà del nostro paese, hai fatto il miracolo di salvarlo. E noi siamo ancora contenti per quel miracolo e Ti ringraziamo ancora, adesso che sono passati anni e anni e anni. Ma senti che buon odore soffia dal nostro paese! Sempre quello! Odore di fieno e di erbe bagnate, odore di focolari; odore che sentivamo da fanciulli tornando dai campi. Allontana un’altra volta il pericolo e la morte, lasciaci qui ancora a vivere e patire e pregarTi e morire in pace».

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5 Responses to Conoscenza è liberta/13

  1. Kagliostro dicono:

    Aho’ ma ti dai alla cultura?
    Non lo sai che leggere fa tanto de sinistra? ;) )))))))

    eh sapessi quello che mi ha detto Harry stamattina su di te…
    “GL pure Pasolini legge… male molto male”! ;) ))))

  2. Paolo dicono:

    Grazie per questo documento a me finora ignoto!
    Paolo

  3. Giuseppe Lombardo dicono:

    Che scemo che sei K.! :-)
    Prego Paolo. Grazie a te per lo spazio di tempo che hai dedicato al mio blog.

  4. Maverick61 dicono:

    @ Neocon it. Complimenti per il post e i link di approfondimento. : )

  5. Giuseppe Lombardo dicono:

    Grazie, troppo buoni, davvero.

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