Lo scandalo Telecom ha posto in evidenza l’esistenza di un piano dirigista orchestrato da Palazzo Chigi (o, in alternativa, l’inettitudine e la totale inaffidabilità del premier). Se i limiti del centro-sinistra fossero solo questi, saremmo autorizzati a brindare. Purtroppo non è così. Se volessimo stilare un bilancio sintetico del primo quadrimestre di Prodi, infatti, dovremmo ricordare:
- la corsa alle poltrone, con le numerose trattative – lunghe e farraginose – che hanno portato Napolitano al Colle, Francesco Marini a Palazzo Madama ed il subcomandante Fausto alla Camera. L’improvvisa passione per lo spoil system non ha risparmiato nemmeno i luminari della medicina, benché questi fossero difesi dagli stessi “tecnici” della maggioranza;
- le liberalizzazioni si sono risolte a tarallucci e vino, entro confini ben definiti per non colpire gli amici ed i cugini degli amici;
- è stata ripensata la missione irachena, ma l’esercito italiano – sotto le insegne della pace – è arrivato armi in pugno ai confini fra Libano e Israele. Nulla da eccepire, per carità, pieno sostegno alla missione. Solo non capisco come si concili tale strategia con la difesa a oltranza delle bandiere arcobaleno, messe in un cassetto per la risoluzione 1701 e ripetutamente sventolate per Saddam – talvolta al grido di “10, 100, 1000 Nassyria” – nonostante la 1441;
- sempre sul fronte dell’appeasement è interessante la proposta del capo del governo di revocare l’embargo sulle armi alla Cina. Evidentemente, tra una passeggiata coi terroristi di Hezbollah e una piacevole discussione con l’antisemita Ahmadinejad, gli uomini della maggioranza – ogni tanto – si ritagliano una fetta di tempo libero;
- l’indulto per i reati di concussione e corruzione poi è un capolavoro d’arte moderna;
- last, but not least, il totale disinteresse verso la vita del Pontefice. «Alla sicurezza del Papa ci penseranno le sue guardie. Cosa volete che vi dica…», ha dichiarato Prodi con l’aria del bamboccione di provincia. Per i cattolici adulti sventare gli attentati in Vaticano è compito esclusivo delle guardie svizzere. Sembra sciocco e, in effetti, lo è. ■













