Come si cambia (in un anno!)

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«A chi dice che la Tav si fa senz’altro, consiglio di leggersi con attenzione il programma, e rispondo: sarà dura». Paolo Ferrero, 13 Febbraio 2006.

«Io sono assolutamente contrario a quella specifica organizzazione della Tav che comporta un buco di 55 chilometri nella montagna. Penso cioè come la comunità valligiana. Sull’ultimo numero del Mulino studiosi autorevolissimi spiegano perché l’opera è sbagliata e e perché esistono alternative convincenti. Quindi comunità locali e scientifiche che dicono cose convincenti. A favore di quell’opera c’è solo un pregiudizio ideologico». Fausto Bertinotti, 8 Aprile 2006.

«Per quanto mi riguarda so per certo che l’alta velocità Torino-Lione non si farà nemmeno durante gli anni del governo di cui faccio parte». Paolo Cento, 15 Giugno 2006.

«In democrazia i diritti di veto non esistono. In democrazia c’è il principio della maggioranza. E la maggioranza nel governo vuole la Tav. Un veto oggi significa portare l’esecutivo alla soglia della crisi. E io me ne guarderei bene». Alessandro Bianchi, 23 Giugno 2006.

«Queste infrastrutture si devono fare anche per onorare gli impegni presi a livello internazionale ed evitare che l’Italia resti fuori dai corridoi europei. L’interconnessione ferroviaria è indispensabile perché altrimenti l’Italia rischia l’isolamento rispetto agli altri paesi». Romano Prodi, 29 Giugno 2006.

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