“L’uomo tedesco”, chiamiamolo Achim Achilles, ha paura della nazionale di calcio italiana. Di più : FIFA. Conosce i precedenti storici e teme una magra figura nella massima competizione internazionale. Condizionato da quest’ombra terrificante, in un evidente stato confusionale, come i bambini di otto anni che prendono il pallone e vanno via allorché subiscono un gol, così parallelamente l’editorialista del Der Spiegel apostrofa in maniera razzista un intero popolo, non splendido e solare per carità, ma certamente meglio di qualche futile opinionista tartufone.













