Sabato scorso Barack Obama si è espresso chiaramente sul dossier nucleare iraniano: Washington ha dato via libera a nuove risoluzioni per inasprire le sanzioni gravanti sul regime di Teheran. La reazione del governo presieduto da Ahmadinejad è stata pressoché immediata. In primo luogo la televisione di Stato ha diffuso una notizia significativa: l’avanzamento del programma nucleare ha subito un’evoluzione costante negli ultimi mesi, attraverso le innovazioni d’ingegneria di cui dispone il paese. In tal senso, sarebbero già state testate con successo le barre d’uranio da impiantare negli stabilimenti nucleari. Come se non bastasse, il vice comandante della Marina, Mahmoud Mousavi, ha ammesso – di fronte all’agenzia di stampa Irna – l’obiettivo raggiunto dalle forze militari, ossia testare missili a medio raggio dotatati di una “sofisticata tecnologia anti-radar”. A questo punto bisognerà vedere quale sarà la reazione della Casa Bianca. Obama si è lasciato alcuni margini di manovra per impedire un’escalation di violenza: la flessibilità nell’applicazione delle sanzioni potrebbe essere il pretesto utile per riallacciare i rapporti diplomatici. Intanto l’Europa, particolarmente coinvolta visto l’intensità di scambi con la Repubblica teocratica, misteriosamente tace.














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