Mentre l’Europa continua a guardare con sospetto in direzione di Ankara, Turchia ed Iran si confrontano aspramente per la leadership regionale. Teheran, tramite l’ayatollah Mahmoud Hashemi Shahroudi, ha accusato l’Akp di aver modificato le tradizionali direttrici internazionali del paese, avendo asservito l’intera nazione agli interessi occidentali, predicando una forma di religione secolare capace di inquinare il messaggio spirituale ereditato da Maometto. Erdogan, non curandosi delle obiezioni mosse dal pulpito di una teocrazia, ha agito frattanto stanziando quasi 100 milioni di dollari in favore della causa dei ribelli libici. Mica bruscolini.














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