dicembre 2, 2010

That’s party

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Le testate nazionali, nella versione online, aprono prevalentemente sulle notizie diffuse dal Guardian circa un’eventuale informativa riservata proveniente dall’ambasciata americana di Roma e inerente le condizioni di salute del premier. Repubblica scrive: “Berlusconi rovinato dai party”. Il Corriere titola: “Berlusconi, salute rovinata dai party”. Il Messaggero: “Berlusconi, salute disastrosa per le feste”. L’elemento comune è quello concernente l’eventuale condotta libertina tenuta nelle notti brave dal Presidente del Consiglio. Eppure, scandagliando con attenzione i documenti rilasciati da Wikileaks, si intravedono due questioni assolutamente centrali che la stampa nazionale trascura: primo, stando alle ricostruzioni dell’ambasciatore di Tbilisi, Putin avrebbe «promesso a Berlusconi una percentuale su ogni pipeline sviluppata da Gazprom in coordinamento con l’Eni»; secondo, Berlusconi non è considerato pienamente cosciente delle sue azioni:

«Scandali sessuali, indagini penali, problemi familiari e preoccupazioni finanziarie sembrano aver gravemente inciso sulla salute personale e politica di Berlusconi, così come sulla sua capacità decisionale. E’ troppo presto per iniziare a speculare sulla fine politica di Berlusconi, il quale ha un talento noto nella capacità di riposizionamento. Tuttavia, se in generale si cerca di operare in maniera non evidente a questo proposito, alcuni dei luogotenenti di Berlusconi hanno evidentemente deciso che non è prematuro porre le basi per “il dopo”, volendo usare un’espressione italiana per la potenziale era post-Berlusconiana. In questo ambiente politico graffiante, le teorie della cospirazione hanno soppiantato un serio dibattito politico».

Sono questi gli elementi di rilevanza pubblica che vengono sapientemente ignorati.

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