Baghdad val bene una messa

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Visto l’incremento sostanziale del tasso di disoccupazione, dato che «rappresenta una svolta molto negativa sul mercato del lavoro, minacciando la crescita del reddito e la capacità di spesa dei consumatori» (Pierre Ellis), Barack Obama – a picco nei sondaggi – sembra sempre più intenzionato a mostrare la forza della sua leadership sulla politica estera. L’obiettivo è disimpegnarsi dal pantano iracheno, con un ritiro scaglionato delle truppe. Come ha giustamente evidenziato Coughlin Con, non importa che un Iraq stabile sia in fin dei conti obiettivo di primaria importanza per la sicurezza della regione e per gli interessi americani nel lungo periodo; no, Obama vuole ritirare i 90.000 effettivi dell’esercito per evitare un clamoroso smacco elettorale che potrebbe seriamente incrinare la stabilità della sua presidenza in vista delle elezioni di metà mandato. Così il futuro di un intero paese potrebbe paradossalmente dipendere dal trend elettorale dei democratici.

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