Sarko-no, Sarko-si

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«Credo che ci siano buone ragioni per non toccare il velo, e che queste ragioni abbiano un ampio sostegno giudiziario. Il Consiglio di Stato, la più alta corte francese, ha già indicato come un divieto possa di fatto essere incostituzionale, in palese contrasto con la libertà di espressione. La Corte europea dei diritti dell’uomo probabilmente avrà voce in capitolo […]. La bozza del disegno di legge propone una pena detentiva di un anno ed un’ammenda di 30.000 € per gli uomini che costringono le donne ad indossare il burqa, ma ci sono già adesso leggi vigenti atte ad impedire che ciò accada. […] Tenendo tutto questo in mente, diventa subito chiaro come il vero obiettivo del “divieto di burqa” sia ancorare la balbuzie “identitaria” nel dibattito nazionale, quel dibattito che il Presidente Sarkozy ha iniziato un anno fa. Una mossa apparentemente tesa a rivitalizzare il patriottismo gallico, volta a convincere la gente a parlare di ciò che li fa sentire fieri di essere francesi, si è ritorta orribilmente contro. […] L’immagine oscura del velo si integra perfettamente con tutti gli stereotipi negativi che circondano l’Islam in Europa occidentale».

Nabila Ramdani

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