Addio Kiev

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L’Europa li ha maltrattati: accogliere nella comunità un paese che dipende quasi integralmente dal gasdotto moscovita sarebbe stato, nel lungo periodo, un azzardo eccessivo per una costruzione fragile come quella dell’Unione. Washington, in tal senso, non ha fatto pressioni: l’avvento di Obama è coinciso con una distensione internazionale nei confronti della Russia, operazione che ha implicato come logica conseguenza un rapporto più distaccato con le realtà alleate dell’Est. Gli ucraini, dopo dibattiti, elezioni e confronti pubblici, hanno così deciso di reagire e dal primo luglio hanno ufficialmente invertito la rotta: l’ingresso nella Nato non è più considerato un obiettivo. L’Occidente si sfalda e la stampa nemmeno ci fa caso.

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