Non avere brillanti prospettive di crescita non implica una crisi irreparabile.
«Nella maggior parte dei casi i governi hanno reagito in modo rapido e flessibile, implementando programmi di stimolo o addirittura rinforzando la crescita con programmi di riduzione della povertà. Sempre più spesso gli stessi paesi che hanno abbracciato la globalizzazione dei mercati, hanno parallelamente cominciato a costruire reti di sicurezza sociale. E c’è un altro fattore: il commercio è sempre più uniformemente distribuito in tutto il mondo. La Cina è oggi un mercato più grande per gli esportatori asiatici rispetto agli Stati Uniti. Alcuni economisti parlano di emerging market decoupling». Christian Caryl.













