Nina Khrushcheva, 5 Febbraio 2010.
«Il 15 dicembre del 1967, Yanukovych (all’età di 17 anni) è stato condannato a trentasei mesi di reclusione per rapina e violenza sessuale. Tre anni dopo tornò in prigione, condannato stavolta per omicidio colposo. Ma, per motivi che restano inspiegati, i giudici sovietici eliminarono i suoi precedenti penali nel 1978, poco prima dell’iscrizione al Partito comunista. Nel 2006, Yanukovych è stato accusato di aver falsificato i documenti necessari per l’eliminazione dei precedenti. I due principali dossier utilizzati per rovesciare le condanne per stupro e rapina furono oggetto di condanna. Inoltre la firma originaria del giudice risultò contraffatta. E’ stupefacente come un recidivo, due volte condannato per crimini efferati, un uomo capace di frodare un’elezione presidenziale – pronunciandosi in favore di una violenta repressione ai danni di uomini e donne che protestavano pacificamente contro il torto elettorale – possa ancora oggi essere un candidato per ogni carica pubblica, in particolare per la presidenza di un paese di quasi 50 milioni di persone. La candidatura di Yanukovych rivela ampi aspetti sulla natura delle persone attorno a lui e sulla fragilità della democrazia in Ucraina».













