Il disastro del nubifragio di Messina è sotto gli occhi della stampa nazionale: l’arrivo di Bertolaso dimostra la gravità della vicenda, di cui è consapevole il governo che ha prontamente dichiarato lo stato d’emergenza. Non basta. E’ bene precisare che tale situazione non è una novità per la popolazione locale: meno di una settimana fa un violento acquazzone ha provocato lo smottamento di una piccola montagna sull’autostrada che conduce verso Catania, bloccando di fatto la circolazione e isolando la città. Avvisaglie di quello che sarebbe potuto succedere e che è tristemente avvenuto. In questa sede cerco di offrire uno scorcio dello Stretto dall’interno, con i dati a mia disposizione.
Ore 23.19, Al termine della riunione col prefetto Alecci, Raffaele Lombardo ha annunciato la linea del governo regionale: “Inutile spendere soldi per interventi tampone. Serve una soluzione definitiva. Per questo domani si terrà a Palermo una seduta straordinaria della Giunta Regionale, alla quale sono stati invitati anche i responsabili della Protezione Civile e il Sindaco di Messina, per valutare possibili rimedi e soluzioni di carattere tecnico”.
Il video che segue mostra la situazione di Giampilieri da stamane.
Ore 22.57, “La tragedia è conseguenza della violenza cieca che l’uomo ha usato al territorio” ha affermato Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia. “Un mix abominevole, incivile, continuato, di abusi, speculazioni, cementificazione selvaggia, assenza di controlli e facili autorizzazioni” ha continuato Tonino Genovese, segretario peloritano del medesimo sindacato.
Il video seguente l’ho girato personalmente pochi minuti or sono, per consentire al lettore di capire la situazione attuale, in presa diretta. E’ la zona sud cittadina. Più che la qualità del filmato conta l’audio. Le fitte precipitazioni infatti, con l’oscurità, non consentono grandi riprese.
Ore 22.24, 26 morti accertati. Cifra destinata a salire.
Ore 22.14, Molino ed Altolia sono stati raggiunti dai primi soccorsi. Intanto riprende la pioggia intensa.
Ore 21.49, Forte pioggia nella zona sud. I soccorritori temono che il varco creato nella sottopasso tra Giampilieri Marina e Superiore possa nuovamente cedere alla terra e al fango.
Ore 21.30, Dodici strutture alberghiere sono state allertate per gli sfollati, ricavando 850 posti letto. Per tutti è prevista la copertura sanitaria e le farmacie resteranno aperte 24 ore su 24. Intanto a Giampilieri sta arrivando il presidente della Regione
Tutti bravi adesso a dire che il disastro era annunciato, ma quando in città si criticava la crescita economica basata sull’abusivismo abnorme, senza rispetto per il territorio e per l’impatto ambientale, si passava per estremisti o per allarmisti. E questo lo posso testimoniare io.
Ore 20.15, Una suggestiva ricostruzione dello smottamento a Giampilieri.
Ore 20.11, Piove ancora, media intensità
Ore 19.51, Il ministro Prestigiacomo è arrivato in prefettura, frattanto il consigliere comunale di Scaletta Carreri parla di “scenario apocalittico: per le strade c’è un fiume alto un metro e mezzo di fango, tutti i garage e i seminterrati sono distrutti. Una palazzina di costruzione recente si è quasi accartocciata su se stessa”. Secondo fonti indiscrete, domani potrebbe esserci la prima visita ufficiale del presidente del Consiglio.
Ore 19.07, «O c’è un piano serio che piuttosto che in opere faraoniche investa sulla sicurezza in questo paese o si potranno avere altre sciagure», Giorgio Napolitano.
Ore 19.04, Il comunicato ufficiale della Protezione Civile parla di 17 morti e 50 dispersi tra Scaletta e Giampilieri. Le autobotti con acqua potabile sono bloccate ad Itala.
Ore 18, Dichiarazione del Prefetto: “i mezzi di soccorso sono riusciti ad aprire un varco tra Giampilieri Inferiore e Superiore e pian piano stanno risalendo la collina verso le zone di Altolia e Contrada Vallone. Ad Altolia e Molino si trovano le persone che non vogliono lasciare la casa perchè le abitazioni non risultano danneggiate come nella parte bassa dell’area. Gli sfollati che non possono tornare nelle loro case oscillano tra i duecentocinquanta e i trecento”.
Ore 17.38, Ufficiale 17 morti accertati. Forse ci sono altri tre corpi in spiaggia.
Ore 17.26, I presìdi saranno formati a Gravitelli, Mili e nella foresteria dello stadio San Filippo, che accoglierà donne, disabili e bambini. Il Governo nazionale ha fatto pervenire le prime brande.
Ore 16.28, Molino e Altolia restano isolati. Il bilancio generale parla di 17 morti accertati; i tre aggiuntivi, tuttavia, non sono stati confermati dalle autorità.
Ore 16.08, Nel pomeriggio una nuova riunione in Prefettura alla presenza di Bertolaso.
Ore 15.50, L’unità di crisi della Prefettura sospende momentaneamente la divulgazione ufficiale sulla stima delle vittime: la crescita sensibile non permette di tenere il conto.
Ore 15.45, Fonte La Stampa: «Tra le 20.40 e le 21.40, nella zona del messinese colpita dal maltempo, sono piovuti 85 millimetri di pioggia con punte che hanno ampiamente superato i 120 millimetri. Per avere un’idea chiara dell’entità del nubifragio, basti pensare che si definisce pioggia intensa una precipitazione che va oltre i 10 millimetri l’ora».
Una raccolta di video amatoriali sul nubifragio di ieri.
Ore 15.28, I nomi di alcune vittime: Pasquale Bruno, 40 anni. Onofrio Sturiale, 26 anni. Francesco De Luca, 70 anni. Ketty De Francesco, 30 anni. Roberto Carullo. Marino Scibilia. Salvatore Scionti, 64 anni. Angela Pellegrino.
Le parole del sindaco Buzzanca a Radio Capital:
Ore 15.09, Sta piovendo nuovamente. Dal Corriere: «Centinaia di persone sono rimaste bloccate dentro le auto e molte altre, a decine, si sono arrampicate sui tetti delle case per sfuggire alla piena: i soccorritori cercano di raggiungerli in elicottero. “I soccorsi, seppur attivati tempestivamente, stanno incontrando grandissime difficoltà – spiega il comandante dei Ris di Messina Sergio Schiavone -. La gente si è rifugiata nei balconi e sui tetti delle case per evitare il peggio”». Repubblica dimostra come la tragedia fosse annunciata. Ore 14.55, Per chi volesse versare un contributo, C.C. INBAN IT 91Y0102016598000300034781; C.C.P. N. 14063986 – intestato al Comune di Messina – Servizio Tesoreria – specificando la casuale: pro-alluvionati. Ore 14.49, L’unità di crisi della Prefettura ha annunciato l’evacuazione di Scaletta Zanclea. Frattanto gli operatori della Croce Rossa si sono posizionati tra Briga Marina e Briga Superiore per organizzare la consegna dei viveri nei villaggi bloccati. Ore 14, Il Presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, ha manifestato le proprie preoccupazioni sulla base degli elementi strutturali in suo possesso: «Circa il 65% dei territori della provincia è a rischio». In questo momento il bilancio delle vittime attesta 14 morti e decine di dispersi. Presso le strutture ospedaliere si sono riversate circa 70 persone, 30 delle quali sono soggetti a ricovero. I 40 restanti hanno imboccato ieri notte la via del mare per sfuggire all’ondata di fango che ha travolto in particolare due piccole frazioni del messinese: Giampilieri e Briga. La prima di queste due è rimasta isolata per molto tempo: solo stamane la presenza congiunta della protezione civile dotata di ruspe e dell’Esercito ha consentito di accedere al territorio. Il nubifragio nella Zona Sud della città è durato circa 8 ore, dalle 19.30 del pomeriggio alle 4 del mattino con lampi a cielo aperto che hanno illuminato a giorno gli appartamenti. Ore 13.48, Mario Briguglio, sindaco di Scaletta Zanclea, altro comune duramente colpito, ha rilasciato una dichiarazione nella quale esprimeva tutto il suo sconcerto«E’ un disastro. C’e’ fango ovunque. Solo qui da noi i morti sarebbero sei, ma mi dicono che il bilancio potrebbe salire. Due anni fa era successa la stessa cosa: un violento alluvione ci aveva messo in ginocchio. Fortunatamente allora non c’erano stati morti». Ore 12.50, «La Procura di Messina accerti eventuali responsabilità per quanto accaduto a Messina: si verifichi cosa si è fatto in questi anni per il dissesto idrogeologico e soprattutto quali azioni sono state intraprese all’indomani dei gravi incendi che qualche anno addietro hanno messo in ginocchio la provincia, che distruggendo ettari di flora hanno aggravato la situazione». Nicola Calabria, presidente Associazione Consumatori siciliani.













