I rimborsi spese e la questione morale

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Scrivo questo breve spunto rivolgendomi direttamente all’onorevole Marino per avere alcune delucidazioni in merito a uno scoop trascurato dalla grande stampa. In passato, onorevole, Lei ha pubblicamente richiamato la necessità di sollevare una nuova questione morale nel Partito Democratico e, ad ampio respiro, nel contesto nazionale. Scelta, a mio avviso, saggia e sensata. Lo ha fatto a più riprese e su più fronti, esplicitando in molteplici occasioni il sogno di confrontarsi con un “Parlamento pulito”. Ora, chiedere ai governanti di non avere pendenze giudiziarie a proprio carico, a dispetto della morale imperante, non mi sembra un’idea balzana, sebbene il protagonismo di una certa corrente della magistratura sia ormai parte del dna della nostra storia patria, fatto di cui è impossibile non tenere conto.

Questa battaglia di rigore Le ha procurato consensi nel Paese e la mia personale e istintiva simpatia. Il perché è presto detto: chiedere trasparenza all’indomani della nascita di un movimento politico è un’operazione di buon senso che va salutata con un plauso generale, quali che siano le motivazioni di fondo dell’operazione, visibilità o semplice candore.

Oggi però la Sua figura è messa in discussione da una rivelazione trapelata sulle colonne del Foglio di Ferrara. Poiché, in occasione delle primarie del partito, Lei ha deciso legittimamente di giocare un ruolo più marcato, offrendo agli italiani la possibilità di scegliere una piattaforma diversa rispetto a quella dei suoi contendenti, ebbene credo che soffermarsi sulle parole riportate dal quotidiano conservatore sia indispensabile per Lei e per i suoi eventuali elettori.

Stando a quanto riportato dal sopracitato giornale «il 6 settembre del 2002 il numero uno del centro medico dell’Università di Pittsburgh (Jeffrey A. Romoff)» le inviò una lettera ove spiegava i «termini del suo allontanamento dalla direzione dell’istituto Mediterraneo per i Trapianti e le Terapie ad Alta Specializzazione». Il Foglio riporta il documento in maniera integrale ed impietosa evidenziando la perifrasi «a dozens of duplicate originals of receipts» con una traduzione letterale e brutale: note spese truccate. Sono parole, Lei comprenderà, che hanno una rilevanza nazionale proprio in funzione del ruolo che intende ricoprire e dei leitmotiv utilizzati durante questo scorcio di campagna elettorale. A nome della redazione di Dissonanze mi sento di chiederle chiarezza: solo così potrà davvero liberarsi dalle malizie di ogni osservatore. “La calunnia è un venticello” sosteneva Rossini; lei è Eolo, può imprigionare i venti prima della bufera.

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One Response to I rimborsi spese e la questione morale

  1. Giuseppe Lombardo dicono:

    Segnalo per dovere di cronaca in questo commento la risposta di Marino, rintracciabile al seguente indirizzo:
    http://www.glaux.it/marino/wp-content/uploads/2009/07/MARINO_CORRIERE_25_7_09011.pdf

    E la conseguente ricostruzione che il Foglio compie in base alle dichiarazioni del candidato alla segreteria del Pd, senza accenti polemici
    http://www.ilfoglio.it/soloqui/2976

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