Lo stato confusionale della Cgil

Ascolta con webReader

Chiunque osservi la situazione internazionale è ben conscio dell’instabilità economica del mercato globale. Si può discutere sull’origine e sulle responsabilità delle problematiche emerse, sui fattori che hanno determinato il panico nei mercati internazionali, su Marx e su Keynes, ma non si può distogliere lo sguardo aspettando fideisticamente la fine della tempesta. Non lo possono fare gli Stati Uniti, non lo può fare – in un contesto assai più piccolo – il nostro paese. Non occorre, pertanto, che la classe politica si soffermi ad invocare un insano ottimismo gratuito così come, parallelamente, non giova al sistema-Italia la diffusione del panico, capace solo di aumentare l’effetto depressivo già visibile ad occhio nudo con i dati forniti dalle associazioni dei consumatori. Occorre razionalità e franchezza, coadiuvate da uno smisurato senso di responsabilità.

Stupore, pertanto, ha suscitato la presa di posizione assunta dalla CGIL nell’ultima settimana. L’idea di convocare una sciopero “contro la crisi” e, idealisticamente, contro il Governo Berlusconi, evidenzia lo stato confusionale del sindacato italiano che vanta il maggior numero di iscritti, affetto dalla ricerca di un capro espiatorio cui attribuire le responsabilità di una crisi finanziaria globale e degli effetti che essa stessa ha prodotto sull’economia reale. Lo sciopero è un passo irrazionale verso il baratro della rappresentanza, giacché un conto è sostenere l’inadeguatezza delle misure proposte dall’Esecutivo, altro conto è manifestare pregiudizialmente senza rivendicazioni salariali, senza motivazioni di fondo, inficiando ulteriormente la competitività, con l’unico scopo di aggredire la politica del centrodestra, inflazionando così uno strumento essenziale di protesta garantito dalla Costituzione.

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Digg
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Segnalo
  • Diggita
  • Wikio IT
  • FriendFeed
  • Twitter
  • Live
  • Buzz
  • oknotizie
Questa voce è stata pubblicata in Politica e taggata come , , , , . Aggiungi ai segnalibri il permalink.

6 Responses to Lo stato confusionale della Cgil

  1. Luca Lecardane dicono:

    mi spiace ma dissento da questa analisi, la CGIL non protesta contro il governo perchè è di centrodestra, protesta contro la politica di un governo che sta facendo l’elemosina ai cittadini e che ben altre cose avrebbe dovuto proporre per rilanciare l’economia. Ad esempio perchè non abbassare le tasse alle fasce al di sotto dei 25.000 euro lordi annui di reddito in modo tale da ridare capacità economica alle persone che potrebbero consumare, ma se consumano accade che comprano più beni e quindi le aziende che producono quei beni guadagnano di più, come conseguenza mantengono i posti di lavoro o addirittura ne fanno di nuovi. Invece di eliminare l’Ici pure per i redditi al di sopra dei 40.000 euro (per quelli inferiori ci aveva pensato il governo Prodi) perchè non li manteneva visto che quelli erano soldi che i Comuni utilizzavano per i servizi sociali solo per dirne un utilizzo? perchè invece di togliere completamente la tassa di successione da cui venivano entrate non indifferenti non la manteneva al di sopra di una determinata fascia di reddito come l’aveva lasciata il governo Prodi? altro che sciopero illegittimo o politico questo è uno sciopero perchè è inaccettabile una politica economica basata solo su tagli , su carità di stato per i più poveri

  2. Giuseppe Lombardo dicono:

    Hai sollevato diverse questioni che meritano una risposta. Vediamo di riassumere in maniera organica
    Tu non condividi le posizioni di questo governo. Ciò è comprensibile e legittimo ed è tuo diritto dissentire dalle proposte dell’Esecutivo. Taglio dell’Ici e abolizione della tassa di successione, misura presa se non vado errato dal Berlusconi I (non dall’attuale gabinetto), erano però punti cardine del programma tacitamente accettato dagli elettori. Dunque sono promesse adempiute. Obietterai: ma sono battaglie idealistiche. Forse. Da cittadino resto del parere che chiunque abbia acquistato regolarmente una casa non debba essere obbligato annualmente a versare un obolo allo Stato e parallelamente credo che il Legislatore non debba forzatamente mettere voce in capitolo in merito ai lasciti di qualunque persona.
    Fin qui tutto è opinabile. Però tu introduci le tue obiezioni con una premessa sbagliata. Vengo al secondo punto: sostieni che la Cgil sciopera contro la politica del governo. E qui mi spiace contraddirti apertamente. Ti allego la locandina della manifestazione.

  3. Giuseppe Lombardo dicono:

    @ Luca Lecardane:
    Ovviamente io uno sciopero contro la crisi che diminuisce ulteriormente la produttività non l’avevo mai sentito.

  4. endriu dicono:

    vabbè si può non essere concordi sul metodo, non sul merito. Non credo che un giorno di sciopero possa incidere seriamente sulla produttività, visto il momento di crisi buia che si sta attraversando. Io lo stato di crisi lo vedo in tutte le istituzioni, del governo e dell’opposizione sarebbe meglio non parlare, stanno dimostrando una volta di più la totale assenza di idee e di contatto con la realtà. Vivono in un mondo dorato e giocano a chi la dice più grossa. Posto questo, non concordo con la cgil per lo sciopero, ma concordo con la cgil per le motivazioni. Una crisi grossa è in atto, e le misure (quali misure??) per contrastarla sono almeno inadeguate.
    Per cui è inutile stare qui a vedere chi è in uno stato confusionale più profondo, ci si dovrebbe invece unire per far capire che così non andremo ancora avanti per molto…

  5. Giuseppe Lombardo dicono:

    @ endriu:
    Concordo su tutto. Solo che la crisi politica è logica, cioè manca massa critica. Quella sindacale è patologica, più che altro strumentale.

  6. Luca lecardane dicono:

    tutto quellod etto nel mio commento a questo articolo viene ribadito dalla politica del governo fatta i questi mesi. tagli alle spese sociali, privatizzazione servizi pubblici che porterannoe sclusivamente all’aumento delle tariffe, il centrodestra ora è diviso su molte cose tanto èvero che si parla di elezioni anticipate.l’abolizione dell’Ici pure per iredditi ali ha costretto molti comuni a tagliare le spese sociali ed a distruggere una rete di protzioni che aiutavano i più anziania sopravvivere in una società che li mette sempre più nel ghetto . si devono detassare le tredicesime per fare in modo che i lavoratori a dicembre abbiano qualche soldo in più e invece cosa si fa si detassano gli straordinari. mah che politica economica è? ah si è una politica economica tutta a favore delle aziende

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

578 views