Il paese dei Travaglio

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Domani non ci saranno titoli a nove colonne da parte della grande editoria. Nel paese dei Travaglio la stampa funziona così: ha una vocazione unilaterale al linciaggio, una propensione ontologica all’inquisizione. Se all’interno di un’inchiesta le boutade della magistratura si rivelano tali, basta un trafiletto fra le pagine di cronaca politica, non serve una riflessione seria sulla credibilità perduta, né – tantomeno – un pubblico mea culpa da parte degli imbonitori dell’etica per riparare il danno d’immagine. E’ il gioco delle parti: si punta tutto sull’oblio dei lettori, nella certezza che non ci saranno rompiscatole pronti a rivelare la nudità del re.

Né Repubblica, né Corriere riportano sui rispettivi domini online l’archiviazione della richiesta a procedere contro il Cavaliere in merito alla vicenda sulla presunta compravendita di senatori. O almeno non trascrivono il tutto in prima. E’ un classico: se parte un’indagine, il lettore deve essere minuziosamente al corrente dei dettagli ignoti persino alla difesa; se la medesima si arena, la grande informazione ha altro a cui pensare. Si può obiettare: magari ci sono stati talmente tanti eventi significativi nella giornata odierna, che oggettivamente porre in risalto la notizia sarebbe stata impresa ardua. Eppure le preferenze fisiche della Canalis verso i neri e il suggerimento di usare gli antibiotici solo quando servono hanno trovato la propria ragion d’essere (non sia mai che qualcuno voglia brindare con un bicchiere di Bactrim). E’ il tic della stampa bene, il riflesso condizionato del giustizialismo, perché battere al computer un pezzo con in sottofondo il tintinnio di manette è decisamente più allettante.

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3 Responses to Il paese dei Travaglio

  1. Gabbiano dicono:

    proprio così. un saluto

  2. Beppi dicono:

    Che dire…
    sarà un trafiletto ma è quasi meglio così!
    L’articolo d’apprima accenna al fatto che sia stata richiesta l’archiviazione, giusto per poter ribadire quale fosse l’impianto accusatorio.
    Poi cerca di far credere che l’archiviazione sia dovuta al lodo Alfano.
    Infine, giusto per dare una mazzatina, ricorda che è ancora in corso un altro processo (che non c’entra un fico secco).

    Bah.

  3. Mohrik dicono:

    Come diceva mia madre: parole sante.
    Grande pezzo. I miei complimenti.

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