«Non si può chiedere un referendum su ogni provvedimento che non si condivide, evidentemente; questa dovrebbe essere una decisione estrema, da prendere in presenza della presunta violazione di importanti valori politico-culturali. E’ difficile sostenere che sia il caso del decreto che reintroduce il maestro unico: si può non essere d’accordo, ma non è una violazione della libertà o dell’eguaglianza. La verità è che anche questo è un modo per alzare la tensione, per restare sulle piazze, per illudersi che dalla protesta possa venire la spallata a Berlusconi. Dal partito di lotta e di governo siamo passati all’opposizione riformista e movimentista. Un bel percorso non c’è che dire». Claudia Mancina.
Il grassetto è mio.













