Caro direttore, è con qualche remora che ti scrivo quest’appunto sull’articolo di Ritanna Armeni pubblicato ieri dal tuo giornale. Le mie riserve sono dovute ai tanti slogan contro i “maschilisti” che riecheggiano nella mia mente mentre scrivo. Tuttavia non posso esimermi dall’evidenziare le mie perplessità circa un eventuale fallimento del modello maschile. D’accordo, l’economia è in crisi e questo è ormai un dato di fatto. Trovo surreale però l’idea di attribuire le eventuali colpe della depressione alla sessualità di una classe dirigente, anziché concentrare l’attenzione sulle possibili storture di un capitalismo globalizzante stretto tra la morsa di una corsa all’individualismo e la scoperta del ruolo fondamentale di una dimensione sovranazionale.
Risposta del direttore: «Caro Giuseppe, non mi pare proprio che Ritanna Armeni sottovaluti il problema del capitalismo nella crisi del capitalismo. Ha colto solo un punto: il capitalismo è un sostantivo maschile. Il che è indubitabilmente vero».














