Miserie nazionali

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Mentre in Italia infiamma l’annuale polemica settembrina, per cui qualcuno, inspiegabilmente, dovrebbe chiedere scusa per qualcosa a cui non ha partecipato; mentre la trappola giornalistica funziona perfettamente, per regalare ai soliti noti il privilegio di dare lezioni di moralità; mentre si agita lo spettro della marea nera, per attaccare un governo che naviga a vele spiegate in concordia con l’opinione pubblica, con buona pace del Partito Democratico; mentre nel nostro paese succede tutto questo, oltreoceano John McCain sorpassa nei sondaggi diffusi da Gallup Barack Obama, dato – oggi – tre punti percentuali sotto lo sfidante repubblicano.

Negli Stati Uniti si pongono interrogativi seri su temi eticamente scottanti, alla vigilia di un’importante elezione, e si è ben consci che la partita vera, al di là della tornata elettorale, riguarderà principalmente la nomina di due giudici della Corte Suprema, con la possibile revisione della sentenza sull’aborto. In Italia no. Preferiamo distrarci con le etichette, gozzovigliare attorno ad una tavola rotonda sulle ceneri di una guerra civile, confermare il trionfo della Repubblica di Salotto stanando l’ottantenne di turno che, per esperienza di vita, fece, più di cinquant’anni or sono,  l’ardito errore di arruolarsi dall’altra parte della barricata. Preferiamo ignorare i tanti Carlo Borsani, repubblichini epurati da fascisti per giunta oltranzisti, che – mentre tendevano una mano – furono brutalmente assassinati e gettati nel pattume. Io non ci sto. Se pacificazione nazionale deve essere, la pars costruens è essenziale: nessuno pianga i morti della propria parte, ma tutti piangano – all’unisono – i caduti di un conflitto bellico che ha lacerato il paese. La storia ci ha detto da quale parte stava la ragione, ferire l’orgoglio o ricercare nella memoria nozioni improbe di “male assoluto” (non voglio buttarla sulla retorica, ma non credo che i gulag fossero parte di un progetto celestiale) è insensato e fuorviante.

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2 Responses to Miserie nazionali

  1. endriu dicono:

    posto che sinceramente non voglio neanche credere che qualcuno voglia veramente tornare indietro su una decisione epocale come la legalizzazione dell’aborto, sono d’accordo sul considerare certe discussioni stucchevoli dopo così tanti anni, ma sono veramente atterrito da queste continue “sparate” pubbliche di personalità importanti, che evidente sconoscono la storia della nostra povera repubblica…

  2. Giuseppe Lombardo dicono:

    Ciò che caratterizza il dibattito americano, compete alle strutture politiche americane. Sentenza Roe Vs Wade compresa. Noi siamo spettatori interessati. Quanto alla polemichina sul fascismo, c’ho visto solo la falsa retorica di certa stampa: non capisco ad esempio a quale titolo ancora si ascolti donna Assunta Almirante. Boh. Ma i giornali del 9 settembre qualcosa la devono pur scrivere no?:)

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