Il principio violato

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Scrivere sul caso Giovanardi, e sulla controversia che il ministro ha ingaggiato con l’Esecutivo olandese, in tempi di campagna elettorale è impresa ardua da cuori impavidi. Indipendentemente dalle opinioni personali, il rischio insormontabile è quello di essere strumentalizzati da ambo le parti. Epperò bisogna riflettere attentamente su quanto è accaduto, poiché non si puo’ abbandonare il dibattito alle intemperie del giuoco politico, sovente inquinato da mere appartenenze di partito.

Innanzitutto consentitemi una doverosa premessa : Carlo Giovanardi è uomo pio, devoto, ma – come dire? – manca del dono della diplomazia. Capita così che una non-notizia, la personale contrarietà del ministro alla pratica della dolce morte, conquisti in un battibaleno le prime pagine dei quotidiani italiani appesi con gli artigli agli arzigogoli pur di “creare” titoli a nove colonne. Mai come ora.

Ciò detto, il tema dell’eutanasia rischia di essere strumentalizzato dai vari soggetti impegnati in questa controversa ed estenuante discussione, di cui gli ambasciatori sono le prime vittime sacrificali, sempre pronti ad esser convocati dal diplomatico di turno. Professare la propria fede nell’agone politico è, purtroppo, diventato un fattore ineluttabile di questi tempi : tempi in cui l’Europa, sorda ai richiami alla propria identità, preferisce chiudersi a riccio in difesa del suo eden laicista, certa che, se si rinnegano le proprie radici, la storia a venire sarà meno cruenta. E’ un retaggio dell’eredità dei Beatles e, nella fattispecie, di quella canzone ormai famosa in cui John Lennon invita ad immaginare un mondo utopico senza nazioni né fede (prospettando un’apatia politica e spirituale che non garantirebbe mai la pace, ma l’annichilimento della ragione).

Entriamo nel merito della discussione : a mio parere si puo’ essere favorevoli o contrari – come il sottoscritto – alla pratica dell’eutanasia. Io parto dal presupposto che compito dei medici sia la cura del paziente, non la sua dolce morte. Non mi sfugge tuttavia lo stato drammatico in cui alcuni malati vivono e/o sopravvivono : proprio per questo condanno fermamente l’accanimento terapeutico (che è cosa ben diversa…). Ma la pratica dell’eutanasia proprio non la concepisco…

Tralasciando però le riflessioni di carattere soggettivo, che talvolta possono e devono essere parte integrante della legislazione nazionale (altrimenti si potrebbe mettere in dubbio la nostra appartenenza all’occidente o, in altro ambito, la nostra politica contro la pena di morte), c’è un principio alla base dell’eutanasia, una regola che permette di affrontare il dibattito cum grano salis : “il corpo è mio e lo gestisco io; se dunque soffro e preferisco morire, ebbene morte sia”. Neanche ai più miopi osservatori puo’ sfuggire il carattere singolare e personale della scelta. Ebbene il terribile Giovanardi ha contestato principalmente l’abuso olandese : secondo la legislazione dei Paesi Bassi, che ricorda francamente quella hitleriana (anche se fa specie un siffatto paragone, in particolare se rivolto nei confronti di una nazione che da quel male è stata afflitta), i medici ed i genitori possono scegliere la via della vita o della morte per conto degli infanti. Un terzo elemento si arroga dunque la possibilità di decidere se quella è vita degna di essere vissuta o meno. Si violano, sostanzialmente, le stesse regole paradossalmente deontologiche di una pratica drammatica qual è quella dell’eutanasia. Che differenza c’è tra questa prospettiva e quella eugenetica che permetteva ai gerarchi nazisti di uccidere “gli storpi”, ma anche gli ebrei, gli arabi e gli esclusi dalla cosiddetta razza ariana? Di più : dove sta la differenza tra la legislazione olandese ed il “malcostume” spartano, ove i bambini palesemente inabili venivano scaraventati da una rupe?

Di fronte a questi argomenti non è consentita una politica da struzzo : non si puo’ girare la testa e tacciare di fondamentalismo quanti dubitano sulla correttezza morale della legislazione di un altro Paese. E, per cortesia, non venitemi a dire che l’Olanda è autonoma e fa quel che vuole, perché anche gli U.S.A. sono autonomi, ma ciò non ci vieta di incalzarli (giustamente) su Guantanamo o sulla stessa pena di morte.

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