Un noto blogger di Tocqueville ha accusato il sottoscritto di aver espresso posizioni “giovanardiane” sull’eutanasia. Non pensavo di riscuotere tali attenzioni, ma sono felice che attorno al mio post sia nato un mini-dibattito. Andiamo al nocciolo della questione. Innanzitutto il titolare di questo dominio non ha mai, e sottolineo mai, voluto essere bipartisan. Anzi, fin dal primo giorno ho premesso ai miei lettori di essere un partigiano che vuole (e vorrà) esporre serenamente le sue idee, libero dai lacci e dai lacciuoli della partitocrazia. Cosa che altri, naturalmente, non possono affermare, essendo legati ad un movimento che stimo, ma che è sempre più spesso come una Chiesa : o ti adegui o vai fuori. Per intenderci : non m’interessa la fedeltà all’oste, ma la qualità del vino. E’ proprio su questo che io e Jimmomo divergiamo : le mie posizioni possono non piacere, è una posizione assolutamente legittima, ma non si puo’ pretendere di avere la Verità in tasca, né si puo’ chiedere ai piani alti di Tocqueville la censura. Richiesta piuttosto anomala, alla luce della mania da riflettori che affligge gli esponenti della lista Radicale. Ma non voglio prendermela con la Bonino & C, capisco che la campagna elettorale impone un clima serrato, da scontro apocalittico, ma – mi chiedo – è possibile fare un ragionamento senza fiori in mano, fuggendo alla smania italica di etichettare il prossimo? Caro Jim, serviva un post, dagli accenti altalenanti, tra il pacato e l’offensivo, per contestare le mie tesi? Non bastava un commento per dialogare? L’impressione, ma potrebbe essere semplice malafede, è che si sia voluto denunciare “un caso”, nella speranza di un’ulteriore divisione in città. Una divisione che avrebbe potuto permettere di gridare al pericolo oscurantista. E questo è grave, visto che si era già identificato il trinariciuto di turno. Per fortuna ho le spalle larghe e una tempra che mi consente di parare i colpi bassi.
Apro una parentesi. Un gentile lettore, via mail, mi ha suggerito di non frequentare le brutte compagnie. Duole ricordare un esempio storico : Giuda aveva amicizie invidiabili, eppure non ha fatto una gran fine…Lasciate a me la parola sui compagni di strada e interessatevi ai contenuti dei miei post.
Tornando a noi. Mi pare di essere stato sufficientemente chiaro :
“Secondo la legislazione dei Paesi Bassi, che ricorda francamente quella hitleriana (anche se fa specie un siffatto paragone, in particolare se rivolto nei confronti di una nazione che da quel male è stata afflitta), i medici ed i genitori possono scegliere la via della vita o della morte per conto degli infanti. Un terzo elemento si arroga dunque la possibilità di decidere se quella è vita degna di essere vissuta o meno”.
Non condivido la pratica dell’eutanasia, ma se altri soggetti la pensano diversamente, beh siamo fortunatamente in un Paese libero (come in Olanda, ove talvolta – liberamente, per carità – si fanno vaccate); non ho mai detto, di conseguenza, che quanti sostengono l’eutanasia possono essere apostrofati come “nazisti”, ho bensì sostenuto che quando si vuol decidere per la vita di soggetti terzi si compie un salto indebito, violando il principio stesso alla base dell’eutanasia (il carattere personale e singolare della scelta). E lo ribadisco, senza alcuna remora. D’altronde la differenza delle posizioni tra chi sta da questa parte e chi no, è nota dai tempi del referendum.
P.S. Risparmio al lettore il resoconto dei bambini affetti da malattie, perché non mi piace stilare un elenco per impietosire quanti mi seguono. Sono certo che autorevoli esponenti della Margherita (Luigi Vittorio Berliri in primis) faranno presente all’amico Jim le mie perplessità, nel luogo e nella sede che riterranno più opportune.













