Rudolph ci sta pensando.
«But pushed further, theformer Republican presidential candidate conceded that he is indeed “thinking about it”. “I don’t know if I’m at the point of seriously considering it,” he said. “It’s a little too early”»
Rudolph ci sta pensando.
«But pushed further, theformer Republican presidential candidate conceded that he is indeed “thinking about it”. “I don’t know if I’m at the point of seriously considering it,” he said. “It’s a little too early”»
Otto dipendenti dell’ambasciata britannica sono stati arrestati a Teheran con l’accusa di aver partecipato alle proteste di questi giorni. Ahmadinejad rilancia, di fronte ai media nazionali, la matrice occidentale alla base della sommossa. Sull’altra sponda dell’oceano la stampa americana, e in particolare Jack Kelly dalle colonne del Pittsburgh Post-Gazette, mostra per la prima volta una certa perplessità nei confronti delle capacità di leadership di Obama. Con valide argomentazioni.
«There are arguments for negotiating with brutal regimes. But to socialize with the butchers while they are killing their own people is obscene. (After a day of criticism, Press Secretary Robert Gibbs said Wednesday, “Those invitations no longer will be extended.”) At least some protesters in Iran think Mr. Obama’s equivocation is a tacit endorsement of the regime. “The people of Iran will not forgive Barack Obama for siding with the evil regime,” Kianoosh Sanjari, an exiled student protest leader, said in an interview last week. […] “Obama likes to execute long-range strategies but suffers from cognitive dissonance when new facts render them inappropriate,” Mr. Barone said».
E’ incredibile notare come la grande stampa, colpita dagli intrighi di Villa Certosa, stia progressivamente cedendo spazio e colonne alle rivelazioni maliziose di una escort, trascurando sul piano internazionale quella fenomenale rivoluzione iraniana che sta mettendo a soqquadro l’opinione pubblica mediorientale. Ciò rivela, se mai ve ne fosse stato bisogno, il provincialismo di un certo modo di concepire l’informazione, a prescindere dai giudizi più o meno positivi che si possono dare sulle inchieste dei grandi gruppi editoriali.
L’otto novembre di cinque anni addietro, l’autore di questo articolo intervistò una blogger iraniana all’epoca residente nel nostro paese. Era un colloquio informale, che volli riportare sulle pagine della mia vecchia casa virtuale, gentilmente ospitata dal Cannocchiale. Il suo nome online era Lilit, acronimo di un demone femminile della religione mesopotamica, che ha poi trovato ampi richiami nelle tradizioni spirituali delle diverse confessioni. Naufragando nei meandri della memoria ho rammentato oggi, con piacevole sorpresa, come ella riuscì a inquadrare precisamente l’evoluzione degli eventi.
«In Iran – mi disse – la situazione è molto più facile (rispetto al pantano iracheno, n.d.r.): basterebbe screditare i mullah, fare quello che hanno fatto tutti ai tempi dello scià, ed appoggiare la gente. Basterebbe poco. L’Iran è una bomba a orologeria e gli iraniani stanno scoppiando. Forse oggi chi sta veramente con il regime è solo il 10% della popolazione».
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Viareggio, in continuo aggiornamento
Gli eventi drammatici di Viareggio non sono riconducibili ad un errore umano. Lo ha sostenuto Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, nel corso della conferenza stampa con il sottosegretario Guido Bertolaso. «Dalle prime evidenze i macchinisti non hanno fatto errori». E’ una magra consolazione, una frase destinata inevitabilmente ad arrestare sul nascere qualsivoglia speculazione, qualsiasi ricerca ossessiva del capro espiatorio.
Tuttavia, è giusto evidenziare che se il cedimento strutturale di un asse può provocare una simile tragedia, ebbene sarebbe il caso di riflettere da un lato sulla necessità di effettuare opportuni controlli appropriati ai mezzi che circolano lungo le nostre linee ferroviarie (stiamo parlando di un treno merci carico di gpl), dall’altro sull’ammodernamento delle stesse strutture di base. In un paese in cui ogni forza politica, specie il principale soggetto di governo, predica in misura più o meno maggiore la necessità di costruire infrastrutture all’avanguardia in Occidente, diventa imprescindibile necessità per gli italiani godere quantomeno delle funzioni di base prima di procedere all’edificazione della classiche cattedrali nel deserto.
Il post resta in continuo aggiornamento.
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